Coronavirus. Fnopo: “Stop discriminazioni: subito bonus babysitter e fondo di solidarietà anche per le ostetriche”

Coronavirus. Fnopo: “Stop discriminazioni: subito bonus babysitter e fondo di solidarietà anche per le ostetriche”

Coronavirus. Fnopo: “Stop discriminazioni: subito bonus babysitter e fondo di solidarietà anche per le ostetriche”
L’Ordine rilancia la sua richiesta anche attraverso una petizione on line: “Si tratta di discriminazioni inaccettabili per una intera Categoria, la quale sta dimostrando ancora una volta abnegazione e costanza nel proprio impegno quotidiano. Ancor più intollerabile, perché si tratta di discriminazioni operate dal Governo prima e ora dal Parlamento”

 “A tutela della dignità di 21.500 di professionisti, la Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica ha lanciato la petizione online “Stop discriminazioni: subito bonus babysitter e fondo di solidarieta’ anche per le ostetriche”, con la quale si chiede a tutti i cittadini di sostenere le ostetriche affinché sia loro riconosciuto il diritto di accesso al bonus babysitter e Fondo di solidarietà  contenuti nel decreto Cura Italia e che a giorni sarà votato alla Camera”. È quanto annunciano le componenti del Comitato centrale FNOPO.
 
“Si era data alla politica la possibilità di rimediare alle discriminazioni contenute nel decreto – sottolineano – , ovvero l’esclusione delle ostetriche dal bonus babysitter (art. 25) e dal fondo di solidarietà per i familiari delle vittime del Covid-19 (art. 22-bis introdotto nella votazione in Senato). Una aspettativa che purtroppo si è rivelata vana”.
 
“Proprio al Senato, infatti, non solo non è stato approvato l’emendamento all’art. 25 che prevedeva l’estensione del bonus a tutte le professioni, ma al danno si è aggiunta la beffa dopo l’approvazione dell’emendamento che esclude alcune professioni tra cui l’ostetrica – spiegano i vertici nazionali della categoria -. Si tratta di discriminazioni inaccettabili per una intera Categoria, la quale sta dimostrando ancora una volta abnegazione e costanza nel proprio impegno quotidiano. Ancor più intollerabile, perché si tratta di discriminazioni operate dal Governo prima e ora dal Parlamento”.
 
“Per questo motivo, – annunciano le componenti del Comitato centrale FNOPO – le ostetriche, anche nell’attuale grave emergenza epidemiologica Covid-19, continuano a garantire quotidianamente prevenzione, cura e assistenza alle donne. Sembra incredibile dover ricordare alla politica e alle istituzioni che tutte le professioni sanitarie e sociosanitarie sono sulla stessa barca, tutte esposte allo stesso rischio di contagio e quindi a tutte vanno riconosciuti gli stessi diritti e benefici, senza alcuna distinzione”.
 
“Nel recente studio dell’Istituto Superiore di Sanità è stato evidenziato – sottolineano le rappresentanti nazionali della categoria ostetrica -, dati alla mano, che la professione ostetrica, insieme a quella infermieristica, è la più colpita con quasi 7mila contagiati pari al 43,2% degli oltre 16 mila operatori sanitari infettati dall’inizio dell’epidemia. Le ostetriche, infatti, nel rispetto delle misure di distanziamento, sono a contatto con le donne e continuano a garantire loro presenza e assistenza nel periodo perinatale (gravidanza, parto, puerperio e allattamento), nella prevenzione, sfruttando tutti gli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia per evitare il rischio di contagio. Le ostetriche, oltre al loro sapere, saper fare e saper essere, hanno sperimentato un saper divenire pur di non lasciare sole le donne in questo particolare momento storico della vita del Paese”.
 
A pochi giorni dalla votazione alla Camera, la FNOPO “sostiene con forza l’emendamento all’art. 25 del Dl 18/2020 presentato dagli onorevoli Carnevali, Siani, Rizzo Nervo, Pini, Schirò, Pezzopane, ai quali vanno i ringraziamenti della Federazione per la sensibilità dimostrata, col quale si chiede “Al comma 3 sostituire le parole 'alla categoria dei medici, degli infermieri dei tecnici di laboratorio biomedico, dei tecnici di radiologia medica e degli operatori sociosanitari' con le seguenti ‘alle professioni di cui alla legge n. 3 del 2018’”. “Locuzione che, correttamente e doverosamente, si deve utilizzare ogni qualvolta ci si riferisce alle professioni sanitarie e sociosanitarie. La speranza è che grazie al sostegno dei cittadini che firmeranno la petizione e con l’approvazione dell’emendamento si riesca finalmente a sanare una intollerabile ingiustizia contro le ostetriche”, concludono i vertici FNOPO.

20 Aprile 2020

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