Corte dei Conti e il controllo che non controlla: il caso delle Aou “fantasma” nel Ssn

Corte dei Conti e il controllo che non controlla: il caso delle Aou “fantasma” nel Ssn

Corte dei Conti e il controllo che non controlla: il caso delle Aou “fantasma” nel Ssn
Nel silenzio degli organi preposti al controllo, nelle 27 sedicenti Aou ufficialmente operanti si vuole sostituire il personale ospedaliero apicale con universitari, utilizzando fondi del bilancio delle Ao per assunzioni di personale appartenente a un altro ente. Ma il tema della non tempestiva operosità non riguarda solo l’inattività della Corte dei conti, bensì l’approccio di gran parte della giurisprudenza penale, amministrativa e giuslavoristica

L’art. 100, comma 2, della Costituzione prevede che la Corte dei conti esegua un «controllo preventivo di legittimità sugli atti dell’Esecutivo» – come quello in esercizio sul Ponte sullo Stretto – nonché un «controllo successivo sulla gestione del bilancio dello Stato». Con quest’ultimo, il Giudice dei conti esercita i controlli su tutti gli atti dei componenti istituzionali della Repubblica e sugli enti che compongono il SSN.

Così come impostato, il procedimento di controllo preventivo è funzionale a pervenire anticipatamente a un giudizio positivo ovvero a una dichiarazione di non conformità a legge. Messo a confronto con quello successivo – che fa ricadere i suoi esiti su un atto che ha già iniziato a produrre i suoi effetti giuridici – quello preventivo verifica, seppure con “carattere non assolutamente impeditivo”, la conformità formale e sostanziale degli atti governativi rispetto alle norme di legge, prima che questi vengano messi a terra.

Tuttavia, nonostante approfondimenti dottrinali e esposti sindacali, le Sezioni regionali di controllo trascurano consistenti e numerosi atti di spesa perfezionati dalle cosiddette AOU (Aziende Ospedaliero-Universitarie), tali perché sprovviste dei DPCM costitutivi della loro esistenza giuridica.

In questi ambiti vengono palesemente violati i principi fondamentali del pubblico impiego e, in particolare, i criteri fissati dall’art. 15 ter del d.lgs. 502/1992 e dal DPR 484/1997. Violazioni sfacciate riconducibili a nomine di professori universitari e ricercatori – senza il previsto concorso pubblico – nell’esercizio dei ruoli di direttori di UOC in Aziende Ospedaliere che non sono in alcun modo equiparabili alle AOU.

Una pratica perfezionata massicciamente e in totale spregio della normativa, stimolata dalle Regioni e con la complicità dei Rettori universitari. Eventi che mutilano la carriera dei medici chirurghi ospedalieri, ai quali viene impedita ogni possibilità di partecipazione ai concorsi per “primario”, con conseguente violazione sistematica dei CCNL del SSN.

Nella pratica, nel silenzio assoluto degli organi preposti al controllo, nelle 27 sedicenti AOU ufficialmente operanti – da considerare in pericolosa crescita – si vuole sostituire il personale ospedaliero apicale con universitari, utilizzando fondi del bilancio delle AO per assunzioni di personale appartenente a un altro ente.

Ma il tema della non tempestiva operosità non riguarda solo l’inattività della Corte dei conti, bensì l’approccio di gran parte della giurisprudenza penale, amministrativa e giuslavoristica. Quest’ultima, piuttosto che applicare la normativa, elude il problema negando spesso la legittimazione attiva a sindacati e associazioni, evitando così di affrontare in diritto le violazioni sistemiche segnalate.

Ettore Jorio

Ettore Jorio

05 Novembre 2025

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