Covid. Dalle parafarmacie un progetto per ricerca positivi attraverso test sierologici

Covid. Dalle parafarmacie un progetto per ricerca positivi attraverso test sierologici

Covid. Dalle parafarmacie un progetto per ricerca positivi attraverso test sierologici
A promuoverlo le maggiori sigle rappresentanti le parafarmacie, Fnpi, Federfardis, Culpi su progetto elaborato dal Movimento Nazionale Liberi Farmacisti. Un progetto aperto anche alle farmacie che sono chiamate ad aderire. Nel documento inviato alla Presidenza del Consiglio si legge: "Le 4.500 parafarmacie e le oltre 19.000 farmacie potrebbero essere in grado di effettuare in un solo giorno tra i 100.000 e i 200.000 test sierologici".

Un programma su larga scala per rintracciare i positivi al Covid-19 attraverso test sierologici, questo ciò che contiene il documento inviato nei giorni scorsi al Presidente del Consiglio dei Ministri Conte, al Ministro della Salute Speranza, al Commissario straordinario Arcuri, nonché al Comitato scientifico che si sta occupando della pandemia.
 
A promuoverlo le maggiori sigle rappresentanti le parafarmacie, Fnpi, Federfardis, Culpi su progetto elaborato dal Movimento Nazionale Liberi Farmacisti. Un progetto aperto anche alle farmacie che sono chiamate ad aderire.
 
Nel documento inviato alla Presidenza del Consiglio si legge: "Le 4.500 parafarmacie e le oltre 19.000 farmacie potrebbero essere in grado di effettuare in un solo giorno tra i 100.000 e i 200.000 test sierologici affiancando in maniera efficace le strutture diagnostiche attualmente in campo".
 
Spiega Fabio Romiti del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti: "L'attuale situazione pandemica Covid-19 con la Fase 2 della diffusione del virus, impone scelte obbligate circa l'identificazione e tracciamento rapido dei soggetti positivi. Tale esigenza è resa ancora più impellente dal livello elevato di contagio registrato nelle ultime settimane. E' necessario approntare soluzioni innovative che coinvolgano nuovi soggetti in grado di portare il proprio contributo alla lotta alla pandemia. I farmacisti che operano nelle parafarmacie e nelle farmacie, per la diffusione delle strutture operanti nel territorio nazionale, possono rappresentare un utile supporto alle forze attualmente in campo. La necessità d'identificare precocemente e rapidamente i nuovi positivi, anche al fine del tracciamento dei contatti, sia in ambito famigliare che esterno, è essenziale al fine del contenimento della diffusione del virus. Non tutti i cittadini hanno la possibilità di accedere in maniera rapida ed efficace alle strutture pubbliche per l'esecuzione di un tampone, è necessario prevedere soluzioni "filtro" efficaci ad orientare numeri elevati di popolazione e selezionare i casi che realmente necessitano del tampone naso-faringeo. I test rapidi sierologici, ancorché non esaustivi, rappresentano, se utilizzati in maniera corretta, il "filtro" necessario in tale fase".
 
Nel documento è proposto il coinvolgimento dei farmacisti operanti nelle parafarmacie e farmacie nella diagnosi dei positivi al Covid-19 attraverso l'utilizzo dei test sierologici rapidi su sangue con un apposito protocollo operativo ed interpretativo circa la trasmissione dei dati alle Autorità sanitarie al fine di successivi test di conferma maggiormente performanti. Si tratterebbe sostanzialmente di un autotest da svolgere in sicurezza per i farmacisti con indicazioni precise circa le procedure e le protezioni da adottare.
 
"Questo – spiegano i Presidenti Vincenzo Devito, Paolo Moltoni e Davide Gullotta, per Mnlf-Culpi, Federfardis, Fnpi – non è un progetto delle parafarmacie, ma di tutti i farmacisti italiani che ancora una volta vogliono mettere la propria professionalità al servizio della lotta alla pandemia, un progetto per i cittadini e a sostegno del Sistema Sanitario Nazionale. Noi siamo convinti verrà accolto dalle Autorità sanitarie di questo Paese".

20 Ottobre 2020

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