Cure primarie. Crisarà (Fimmg Veneto): “E’ qui che si deve investire per continuare ad avere una sanità universale e sostenibile”

Cure primarie. Crisarà (Fimmg Veneto): “E’ qui che si deve investire per continuare ad avere una sanità universale e sostenibile”

Cure primarie. Crisarà (Fimmg Veneto): “E’ qui che si deve investire per continuare ad avere una sanità universale e sostenibile”
In occasione della tappa veneta della campagna#AdessoBasta lanciata dalla Fimmg, il segretario regionale evidenzia la necessità di non lasciare indietro le zone a bassa densità abitativa. “Si deve ripensare il modello organizzativo e incentivare la telemedicina, che permetterebbe di fare tutti gli accertamenti di primo livello evitando di fare spostare un paziente da un centro all’altro”.

“Organizzare le cure primarie ascoltando i territori è la possibilità che abbiamo per continuare ad avere un sistema sanitario nazionale e regionale universale e sostenibile”. A sostenerlo è Domenico Crisarà, segretario generale della Fimmg del Veneto, che in occasione della tappa veneta di #AdessoBasta, la campagna lanciata dalla Fimmg per rilanciare l’alleanza con i cittadini e sensibilizzare la politica a investire sulla medicina di famiglia, ha evidenziato al nostro giornale l’importanza di questa iniziativa che, percorrendo in 30 giorni di viaggio ben 1800 chilometri, toccherà 30 città partendo proprio dalle piazze di quei paesini dove il tasso di spopolazione risulta essere fra i più alti e, quindi, anche meno serviti in termini di servizi sanitari.

“È necessario – spiega Crisarà – tenere conto della particolarità dei territori. Le loro specifiche caratteristiche che devono far riflettere, per esempio, sull’evoluzione di un medico di famiglia non più legato al numero della scelta, ma alla densità abitativa quindi non più un medico per x abitante ma per km quadrato. Per parlare di questo abbiamo ascoltato chiunque abbia voluto dare il suo contributo per migliorare l’assistenza medica soprattutto in zone come quelle scelte dove invecchiamento, spopolazione e difficoltà orogeografiche rendono non rinviabili scelte politiche ed organizzative importanti per il Veneto e tutta la Nazione”.

Sul questo tema si è recentemente espressa anche la Regione Veneto, sostenendo che i MMG godono di un contratto ormai superato e con una retribuzione molto più bassa rispetto ad altri paesi europei. Sul punto, il Segretario di Fimmg del Veneto insiste che per i MMG non è una questione di soldi o di un contratto sorpassato, ma di una organizzazione che manca. “Durante il tour #AdessoBasta – spiega Crisarà – cittadini ed amministratori specialmente nelle zone a bassa densità abitativa, hanno manifestato la scarsa presenza del medico di famiglia, ribadendo a gran voce che è un loro diritto averlo. Ribadisco: per un medico di famiglia avere 1500 pazienti ad esempio a Rovigo, vuol dire attraversare mezza provincia per andare da un paziente all’altro e quindi i medici in queste zone non ci vogliono andare… Quindi si deve ripensare il modello organizzativo… Altra questione importante che ci manca nei nostri studi è la telemedicina, che permetterebbe di fare tutti gli accertamenti di primo livello. Potremmo fare un elettrocardiogramma, una ecografia e molto altro ancora, tutto refertato in tempo reale anche se ci trovassimo sopra un cucuzzolo di una montagna, evitando di fare spostare un paziente da un centro all’altro o addirittura in un P.C”. Secondo Fimmg del Veneto i veri investimenti che mancano sono quelli sulla dotazione strutturale da inserire negli studi dei medici. 
 
Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

01 Ottobre 2019

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