Cure primarie. Testa (Snami) replica a Milillo: “Non si rifonda un sistema sano e che funziona”

Cure primarie. Testa (Snami) replica a Milillo: “Non si rifonda un sistema sano e che funziona”

Cure primarie. Testa (Snami) replica a Milillo: “Non si rifonda un sistema sano e che funziona”
Per il presidente dello Snami la riforma delle cure primarie “sta minando seriamente il nostro lavoro, limitando il benessere del medico e quello del paziente” a causa di “una fretta immotivata e il contraltare dei ‘signorini del sindacato’”. Secondo Testa sono  “doverosi degli aggiustamenti e dei miglioramenti. Ma piccoli, razionali, graduali e condivisi”.

È una replica indiretta ma ben chiara quella che il presidente dello Snami, Angelo Testa, propone oggi  all’intervista a Giacomo Milillo realizzata ieri da Quotidiano Sanità. Già dopo l’incontro con il ministro Fazio per un confronto sul riordino delle cure primarie, lo Snami aveva infatti espresso un posizione fortemente divergente a quella della Fimmg. E oggi, riprendendo le parole di Milillo, che ieri parlava di rifondazione della medicina generale, Testa replica: “Ma che idiozia! Si rifonda un qualcosa di distrutto. A noi dello Snami non sembra che la medicina generale sia ridotta in macerie. Noi pensiamo che siano doverosi degli aggiustamenti e dei miglioramenti. Ma piccoli, razionali, graduali e condivisi. Non si rifonda un sistema sano e che funziona. È come se mi volesse convincere che vada rifondata la famiglia”.
Lo Snami si dice anzitutto contro cambiamenti “decisi a tavolino e ancor di più se sono solo presunti e virtuali”. Chiede poi la salvaguardia della convenzione e delle cure primarie nel territorio, contro chi oggi “sta di fatto minando seriamente il nostro lavoro, limitando il benessere del medico e quello del paziente. Lo scenario – afferma Testa – è che c'è una parte pubblica che ha una fretta immotivata e il contraltare dei ‘signorini del sindacato’”, cioè “coloro i quali fanno i sindacalisti di professione e non più i medici di famiglia da tempo. Distanti mille miglia dai problemi reali di tutti i giorni e della professione vera”.
Spiegando le ragioni di un’opposizione così netta al piano per il riordino delle cure primarie, Testa si dice convinto che non si avrà alcun vantaggio dalle aggregazioni, “per questo le osteggiamo. Che note positive potranno avere i malati dall'avere il proprio medico lontano da casa? E quale miglioramento per i Medici, aggregati d'imperio, con un ‘capetto’ che pretenderebbe di controllare il loro lavoro?”.
Quanto al passo indietro compiuto rispetto a un passaccio alla dipendenza, il presidente dello Snami si dice convinco che “nessuno voleva darci la dipendenza anche perché costerebbe di più di ciò che ci pagano oggi. E ci pagano poco”.
Lo Snami si dice quindi pronto a dimostrare che “il 99% dei problemi che esistono e il fatto che il sistema è sicuramente migliorabile non dipendono da noi”. E tra le possibili soluzioni propone “il rafforzamento del sistema di rete che di fatto già esiste tra i medici di famiglia. La vera difficoltà è che se da una parte il nostro comparto è già informatizzato dall'altra parte, ospedali e strutture sanitarie tacciono”.

 

04 Ottobre 2011

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