Dal Congresso Sumai la richiesta unitaria dei sindacati a Governo e Regioni per dire basta ad una sanità sempre più definanziata

Dal Congresso Sumai la richiesta unitaria dei sindacati a Governo e Regioni per dire basta ad una sanità sempre più definanziata

Dal Congresso Sumai la richiesta unitaria dei sindacati a Governo e Regioni per dire basta ad una sanità sempre più definanziata
Dal Congresso di Saint Vincent è venuta una richiesta unitaria, che mi auguro non rimanga inascoltata,  affinché vengano destinate maggiori risorse da Sud a Nord, si rivedano i contratti di dipendenti e convenzionati; si metta mano alle disuguaglianze regionali; si trovino gli strumenti per governare le liste d’attesa; si ponga fine agli atti di violenza sugli operatori sanitari e infine si operi il ricambio generazionale, perché altrimenti il sistema non avrà futuro

La scorsa settimana si è concluso il 51° Congresso nazionale del SUMAI Assoprof. Un congresso che si è contraddistinto, tra le tematiche affrontate, per il forte segnale di unità che la categoria sindacale, tutta, sia quella convenzionata che quella dipendente, ha voluto dare al Governo e alle Regioni.
 
Infatti, i rappresentati delle maggiori sigle, insieme ai rappresentanti di Cittadinanzattiva e Federanziani, stringendosi in un abbraccio collettivo, hanno messo in scena una sorta di flash mob in difesa del Servizio Sanitario Nazionale.
 
Quell’abbraccio è un’immagine che dice molto del momento che la nostra sanità sta vivendo. Sono d’accordo con quanto detto al nostro congresso da Ivan Cavicchi secondo il quale “il nostro sistema non rischia il crollo improvviso”, ma è un dato di fatto che il sistema è da tempo “definanziato” e questo fa crescere il senso di inadeguatezza in chi vi opera e sta facendo venir meno il senso di fiducia nei cittadini che si approcciano quotidianamente con il Ssn. La sanità purtroppo – è un dato di fatto – continua ad essere marginale, non rappresentando una priorità per la politica sia nazionale che locale.
 
C’è poi un ulteriore aspetto, forse il più preoccupante, che Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, anch’egli intervenuto al 51° Congresso nazionale SUMAI Assoprof, ha definito una “patologia”. Riconoscendo come questa sia “meno nota”, e “più occulta”, ovvero “l’espansione incontrollata del secondo pilastro, l’intermediazione assicurativa finanziaria” a cui si fa sempre più ricorso perché il Ssn è definanziato. “Questo secondo pilastro – ha spiegato Cartabellotta – da pilastro di salvataggio rischia di trasformarsi in un pilastro di affondamento per il Ssn”.
 
Dunque da Saint Vincent è venuta una richiesta unitaria rivolta a Governo e Regioni, che mi auguro non rimanga inascoltata,  affinché vengano destinate maggiori risorse da Sud a Nord, si rivedano i contratti di dipendenti e convenzionati; si metta mano alle disuguaglianze regionali; si trovino gli strumenti per governare le liste d’attesa che da fisiologiche sono diventate patologiche; si ponga fine agli atti di violenza sugli operatori sanitari e infine si operi il ricambio generazionale, perché altrimenti il sistema non avrà futuro.  
 
Intanto i Medici e i Dirigenti sanitari domani insceneranno un sit-in a Piazza Montecitorio e poi, il 9 e 23 novembre metteranno in atto uno Sciopero Nazionale. Per chiedere alla politica nazionale e locale “uno scatto di responsabilità che eviti il crack”.
 
Non è dunque esagerato sperare che da Saint Vincent possa partire una nuova stagione sindacale fatta di rivendicazioni unitarie, pur nel rispetto delle reciproche diversità, per dire “BASTA” ad una sanità sempre più definanziata, per dire “NO” alla privatizzazione del Sistema, per dire “SI” al diritto alla salute a tutti i cittadini, così come garantito dalla Costituzione.
 
Antonio Magi
Segretario generale SUMAI Assoprof

Antonio Magi (Sumai-Assoprof)

17 Ottobre 2018

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