Don Gnocchi. Cgil, Cisl e Uil, proclamano per l’11 dicembre uno sciopero nazionale

Don Gnocchi. Cgil, Cisl e Uil, proclamano per l’11 dicembre uno sciopero nazionale

Don Gnocchi. Cgil, Cisl e Uil, proclamano per l’11 dicembre uno sciopero nazionale
Le tre maggiori sigle sindacali proclamano uno sciopero generale alla Fondazione Don Gnocchi di Roma per venerdì 11 dicembre, con manifestazioni in tutti i territori interessati dalla Fondazione (che è attiva in nove regioni italiane), dando così seguito alla mobilitazione in atto contro la disdetta unilaterale del contratto.

Sciopero nazionale dei lavoratori della Fondazione Don Gnocchi venerdì 11 dicembre per l'intera giornata, o turno di lavoro, garantendo i servizi minimi essenziali, con manifestazioni in tutti i territori (la Fondazione è presente in nove regioni italiane). Ad annunciarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl dando così seguito alla mobilitazione in atto contro la disdetta unilaterale del contratto.
“Fallito il tentativo di conciliazione presso il Ministero del Lavoro, per la conferma da parte della Fondazione della disdetta del contratto nazionale”, i sindacati rilanciano la mobilitazione con una giornata nazionale di sciopero in programma venerdì 11 dicembre contro “la posizione inaccettabile della Fondazione Don Gnocchi, anche alla luce dei pesanti sacrifici sostenuti in questi anni dalle lavoratrici e dai lavoratori. Non si può continuare a fare cassa sulle spalle di chi lavora” dichiarano in una nota congiunta le tre sigle sindacali.
“No alla disdetta del contratto e no al tentativo di Don Gnocchi di applicare un contratto peggiorativo delle condizioni economiche e normative degli operatori sanitari della Fondazione”, affermano i sindacati. “In questi due anni  – concludono – i lavoratori hanno, con grande fatica e responsabilità, rispettato un accordo temporaneo di crisi per dare risposte allo stato della Don Gnocchi e per tutelare e garantire i pazienti e offrire loro le cure necessarie. È arrivato il momento di dire basta a sacrifici che gravano solo sui lavoratori, la via di una competizione al ribasso sul costo del lavoro non è la soluzione. Serve ritirare la disdetta del contratto e aprire subito un confronto serio e rispettoso del contratto nazionale”.

02 Dicembre 2015

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