Ecm. Vaccari (Fnopo): “Situazione irregolare può portare fino al licenziamento, ma la formazione non è solo crediti. Deve migliorare la qualità dell’assistenza”

Ecm. Vaccari (Fnopo): “Situazione irregolare può portare fino al licenziamento, ma la formazione non è solo crediti. Deve migliorare la qualità dell’assistenza”

Ecm. Vaccari (Fnopo): “Situazione irregolare può portare fino al licenziamento, ma la formazione non è solo crediti. Deve migliorare la qualità dell’assistenza”
La presidente Fnopo Silvia Vaccari racconta la situazione delle ostetriche a 6 mesi dalla fine del triennio formativo. L’Ordine contatterà le iscritte non in regola, sul nodo assicurativo 2026 va fatta attenzione. Per un’evoluzione, “la formazione Ecm abbia sempre più una ricaduta sul quotidiano”.

Sei mesi alla fine dell’anno e del triennio formativo ECM 2023-2025. L’ultima opportunità per arrivare almeno al 70% dell’obbligo formativo attuale ed evitare, dal 2026 di incorrere in possibili rifiuti di copertura da parte delle compagnie assicurative, in caso di coinvolgimento in casi di responsabilità professionale. Una questione presa molto seriamente da Federazioni e Ordini che, dopo aver ricevuto la situazione degli iscritti dal Cogeaps, stanno procedendo a contattare in forma scritta gli inadempienti.

Intanto, dalla Commissione nazionale per la Formazione Continua, è arrivata una nuova delibera che regolamenta il recupero dei trienni passati, per cui ci sarà tempo fino a dicembre 2028. Nulla cambia per la scadenza attuale, che invece è sempre più vicina. Abbiamo incontrato la presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle Professioni Ostetriche (Fnopo) Silvia Vaccari e abbiamo tracciato con lei la situazione formativa di ostetriche e ostetrici.

“La situazione è leggermente preoccupante – spiega – in quanto, nonostante le numerose sollecitazioni, l’offerta attiva su diverse piattaforme e il fatto che, come Ordini e Federazione, abbiamo offerto tanti corsi, molti stanno ancora sottovalutando quello che sarà l’impatto di una situazione di irregolarità nel 2026, che sarà molto importante sulla parte assicurativa, soprattutto sul rischio di tipo professionale”.

Vaccari spiega che, grazie al solerte lavoro di Cogeaps, ogni sei mesi Fnopo riceve puntualmente la situazione formativa delle 22.300 professioniste iscritte: “Inviamo ad ogni ordine professionale i nominativi di tutte le ostetriche che hanno loro iscritte nel loro albo, in modo che riescano a verificare chi è inadempiente, chi ha bisogno di una piccola correzione, chi invece ha raggiunto questa possibilità”. Da poco, quindi, sono arrivati i primi report 2025, “Ora gli ordini hanno il dovere di avvisare tramite comunicazione scritta e, nell’eventualità vi siano gravi inadempienze che possono mettere a rischio anche il posto di lavoro, sicuramente chiamano personalmente le professioniste per avvertirle, perché non tutte hanno questa abilità ad aprire la PEC o ad aprire altre fonti di informazione”, aggiunge. Mentre continua il grande lavoro degli Ordini nell’organizzazione di corsi deontologici e appuntamenti formativi, oltre che nell’approfondimento delle possibilità di autoformazione.

Al momento e prima della fine dell’anno, resta urgente il nodo assicurativo 2026. “Le iscritte sono consapevoli del fatto che una situazione formativa non in regola potrebbe portare a una non copertura assicurativa, e non solo, anche a una sospensione dell’attività se si riceve una sanzione oppure anche a un licenziamento – conferma Vaccari –. Perché le aziende pubbliche e private accreditate adesso cominciano a chiedere ai professionisti di dichiarare che tipo di formula assicurativa hanno”. La Federazione ha da anni strategicamente posto in essere un’azione unica nel suo genere, prevedendo un’assicurazione solo ed esclusivamente per le ostetriche che è andata valutare tutte le loro peculiarità, il loro campo d’azione, i rischi che corrono. Ora, sono le iscritte a dover fare la loro parte

La presidente è netta nel voler definire il significato della formazione come qualcosa di più che una scadenza da rispettare. “Ho valutato in questi anni cosa significa formazione ECM ed è essenziale che abbia una ricaduta nel quotidiano. È quello che vogliono anche le ostetriche, “la formazione dovrebbe essere un ruolo di curiosità, un modo di mettere in campo nuove risorse che soprattutto lavorare su e migliorare attivamente la qualità dell’assistenza”, conferma.

“Noi proponiamo di cominciare a lavorare veramente su quelle che sono le nostre pratiche, produrre molti più corsi anche di integrazione sulle attività ospedale-consultorio – prosegue Vaccari -. Una delle attività a cui io tengo tantissimo è quella dei corsi di emergenza-urgenza perché nella professione di ostetrica l’emergenza-urgenza è all’ordine del giorno e quindi il mantenimento delle skill, anche tramite simulazioni”.

La popolazione ostetrica, che è composta per la maggior parte da donne, vuole una formazione a cui ci si possa dedicare mantenendo il work-life balance. “Il tempo della formazione – spiega la presidente Fnopo – deve essere di qualità, le nostre ore di lavoro sono tante e l’equilibrio lavoro-famiglia-vita personale a volte è difficile da conciliare. Questa non è una giustificazione, ma dobbiamo trovare una strategia tale per cui tutti riusciamo ad avere il tempo da dedicare ad una formazione che veramente sentiamo nostra, di cui davvero abbiamo bisogno”.

Gloria Frezza

Gloria Frezza

10 Luglio 2025

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