Elezioni Omceo Roma. Lavra: “La deontologia al centro del mio programma. I 40 anni di carriera sono la carta vincente”

Elezioni Omceo Roma. Lavra: “La deontologia al centro del mio programma. I 40 anni di carriera sono la carta vincente”

Elezioni Omceo Roma. Lavra: “La deontologia al centro del mio programma. I 40 anni di carriera sono la carta vincente”
Punta sulla deontologia Giuseppe Lavra per vincere la sua corsa alla presidenza dell'Omceo. Nessun commento dal presidente uscente dell'Ordine dei medici di Roma, candidato alle elezioni di dicembre, sugli avversari: “preferisco far parlare il mio curriculum e la reputazione che mi sono costruito in decenni di duro lavoro e costante impegno nella professione”. La lista “medici Uniti” si difende: “ci hanno etichettato come 'la lista dei sindacati', ma ciò che vogliamo è predisporre un Ordine che guardi al futuro”.

Un'esperienza lunga 40 anni, una reputazione costruita grazie al duro lavoro ed all'impegno professionale. Per Giuseppe Lavra sono queste le sue carte vincenti, quelle che gli permetteranno di mantenere la poltrona al vertice dell'Omceo. Il presidente uscente dell'ordine di Roma ha definito la sua candidatura “un segno di continuità all'opera svolta negli ultimi sei anni insieme e Roberto Lala che ora merita di essere portata avanti”.
 
Comincia così la corsa per le elezioni che sanciranno il rinnovo dell'Omceo, dal 2 al 4 dicembre 2017.
È deontologia la parola d'ordine del suo programma: “voglio procedere con una significativa attuazione del codice deontologico – ha spiegato il candidato – cui ho contribuito nell'ultima stesura del 2014. Ho avuto modo di approfondirne molti aspetti e la sua attuazione nel contesto reale mi da modo di affrontare strategicamente molte criticità che nella nostra professione stiamo attraversando”.
 
Sono in tutto dieci i punti programmatici della lista "Insieme per la nostra professione". La prima, la più urgente per Lavra è  “lo sfruttamento del lavoro medico, nell'ambito della libera professione 'fittizia', del precariato, degli organici sottodimensionati e della fuga all'estero dei colleghi. Un mondo che potremmo difendere – ha sottolineato – se riuscissimo a portare avanti la battaglia già intrapresa di ristabilire la dinamica normativa dell'equo compenso e della tariffa minima, che sarebbe uno strumento utile in mano all'Ordine”.
 
E se qualcuno chiede al candidato di commentare le proposte degli sfidanti si appella al no comment: “rispetto tutti – ha spiegato – e in particolare gli avversari. Certo – ha aggiunto – rivendico una esperienza e una competenza di tipo deontologico particolare: dalla mia parte c'è poi il vantaggio di lavorare in ospedale come responsabile di un reparto complesso e nei sistemi organizzativi da più di 40 anni. Credo quindi che non sarebbe né significativo né utile un confronto con chi non ha la stessa esperienza e competenza: ciò senza alcuna superbia ma soltanto per essere costruttivi e non semplicemente teorici. Preferisco far parlare il mio curriculum e la reputazione che mi sono costruito in decenni di duro lavoro e costante impegno nella professione”.
 

Nella lista di Lavra quattro componenti del Consiglio uscente: “con loro – ha detto – ho costruito una squadra del tutto nuova, caratterizzata anch'essa interamente da professionalità e da reputazioni cristalline. Avere queste nuove forze per portare avanti il programma già avviato mi rende molto orgoglioso. Un programma concordato a suo tempo con il mio predecessore Roberto Lala e di cui abbiamo portato a termine solo una parte. I tempi sono maturi per farne capire l'importanza ai colleghi e per farlo uscire dal cono d'ombra in cui era finito. Soprattutto, bisogna superare l'indifferenza sul ruolo che l'Ordine riveste per la categoria”.
 
Ma se dei suoi sfidanti preferisce non parlare, qualche commento sul passato trapela. Lavra parla sopratutto degli errori fatti: “probabilmente – ha spiegato – ci attardavamo troppo ad ascoltare un sindacalismo tradizionale che assecondava la politica e che oggi bisogna abbandonare. Io ho rifiutato questo tipo di vetero sindacalismo, cogliendo così le attese dei colleghi. Questo sicuramente non ha fatto piacere ad alcuni esponenti di quella realtà, tra cui ci sono anche dei miei avversari in questa sfida. Ma quello che conta e che mi aspetto – ha concluso – è che la partecipazione questa volta sia più alta del passato, proprio perché entrando nel vivo delle problematiche credo di essere riuscito a risvegliare interesse per l'Ordine”.
 
Nel programma di “Medici Uniti” l'intenzione di superare la precarietà e la disoccupazione, garantire la sicurezza quotidiana sul lavoro, operare affinché venga riconosciuto un diritto al congruo compenso, contrastare chi specula sulla pelle dei colleghi e dei pazienti, favorire l'inserimento dei giovani medici a pieno titolo nel mondo del lavoro.

 
“Dobbiamo rimettere a posto quello che funziona ripartendo da basi diverse – ha detto Luigi Bartoletti – Alle elezioni ci aspettiamo un alto astensionismo, ma se tutto va bene noi la scossa a quest'ordine gliela diamo. E' una cosa che posso promettere tranquillamente, il Consiglio nasce per dare una scossa. Il tono scelto però non è di contrapposizione, ma di dialogo. Ci hanno etichettato come 'la lista dei sindacati', ma ciò che vogliamo e' predisporre un Ordine che guardi al futuro”.
 
Bartoletti immagina un progetto che riguarda il mondo del lavoro. “Vogliamo far incontrare chi offre una domanda di lavoro a chi la sta cercando. E' uno dei compiti più importanti”.  E sul rapporto da tenere con il Comune di Roma e la Regione Lazio, Bartoletti ha detto: “dobbiamo essere bravi a segnalare quello che non funziona, più che criticare e basta le istituzioni. Dev'esserci un'interlocuzione – ha concluso  – che abbia lo scopo di migliorare l'esistente”.

07 Novembre 2017

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