Emilia Romagna. Infermieri e 118. Venturi annuncia delibera di Giunta per uniformare i protocolli

Emilia Romagna. Infermieri e 118. Venturi annuncia delibera di Giunta per uniformare i protocolli

Emilia Romagna. Infermieri e 118. Venturi annuncia delibera di Giunta per uniformare i protocolli
Per l’assessore la sanità regionale serve un atto legislativo che raccolga le indicazioni dei diversi protocolli emanati dalle aziende sanitarie. Ma in ogni caso, “mi auguro che continui a succedere quello che succede da dieci anni, cioè che i professionisti si parlino, collaborino e lavorino insieme sulle ambulanze, nella automediche, nei pronto soccorsi e nelle sale ospedaliere”. Quanto ai provvedimenti dell’Ordine di Bologna, “ci sono altri Ordini che hanno preso posizioni differenti”.

“La Regione cercherà con un atto di Giunta di raccogliere i protocolli che sono stati fatti nelle aziende e fare un atto che sostanzialmente gli dia una sorta di cappello regionale e che sia in grado di uniformare la condizione in tutte le province della Regione". Lo ha annunciato l'assessore alla sanità della Regione Emilia-Romagna, Sergio Venturi, rispondendo ai giornalisti circa gli sviluppi dei protocolli del 118 in vigore nel bolognese che prevedono infermieri sulle ambulanze anche senza la presenza di un medico.   

"Io – ha proseguito Venturi – mi auguro che continui a succedere quello che succede da dieci anni, cioè che i professionisti si parlino, collaborino e lavorino insieme sulle ambulanze, nella automediche, nei pronto soccorsi e nelle sale ospedaliere. Perché questa organizzazione ci ha posto nei vertici della sanità in Italia e quindi c'è da dire ‘Buon lavoro e continuate in questo modo’".

Circa la decisione dell'ordine dei medici di Bologna che per questa vicenda ha sospeso sette professionisti responsabili – secondo l'Ordine – di aver istigato l'esercizio abusivo della professione, per Venturi "Non posso dire di condividerla o no, perché non sono nessuno per dirlo e comunque non mi pronuncio rispetto ad azioni disciplinari dell'Ordine di Bologna. Ci sono diversi ordini in questa regione, e alcuni hanno preso posizioni differenti e questo significa comunque che ci troviamo di fronte a una situazione in cui le ragioni sono molte e non sono da una parte sola". L'assessore ha detto comunque che la decisione non era attesa.

31 Marzo 2016

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