Emostatici: verso una “chirurgia senza sangue”

Emostatici: verso una “chirurgia senza sangue”

Emostatici: verso una “chirurgia senza sangue”
Due studi dimostrano la sostanziale differenza tra emostatici sulla base di diversi parametri quali il tempo di emostasi, il volume delle trasfusioni, il numero di complicanze maggiori e minori e il risparmio sui costi complessivi di gestione del paziente.

Tempi ridotti, meno trasfusioni e minor rischio di complicanze gravi intra e post-operatorie. Questi gli importanti risultati del primo studio al mondo condotto su 24.000 pazienti che confronta gli emostatici ed il loro utilizzo in sala operatoria. I dati, raccolti in 6 anni e mezzo, verranno pubblicati sulla rivista Journal of CardioThoracic and Vascular Anesthesia nelle prossime due settimane.

I risultati, presentati dal Professor Scott Tackett, Associate Director, Medical Outcomes Research & Economics Global Franchise Lead Baxter BioSurgery, hanno messo in evidenza come ci sia una sostanziale differenza tra gli emostatici sulla base di diversi parametri quali la durata di emostasi, il volume delle trasfusioni e il numero di complicanze maggiori e minori.

La matrice emostatica a base di granuli di gelatina brevettati e di trombina umana è risultata essere più efficace nel ridurre i casi di complicazioni sia durante l’intervento che in fase post-operatoria. La chiave di volta sono proprio i granuli di collagene che, rigonfiandosi, bloccano meccanicamente la perdita di sangue. A questo meccanismo si aggiunge poi l’interazione della trombina umana che favorisce la formazione del coagulo di fibrina. L’abilità del chirurgo in sala operatoria non sempre basta, per questo è importante ricorrere a dispositivi o farmaci in grado di accelerare i naturali processi fisiologici dell’organismo come l’emostasi.

A confermare queste evidenze è un secondo studio, anch’esso di stampo farmaco economico, che ha messo a confronto i vari dispositivi emostatici dal punto di vista della spesa. Il lavoro, che sarà pubblicato sul Journal of Medical Economics, mette in evidenza i costi relativi all’utilizzo di un dispositivo piuttosto che un altro da parte del medico. Ad esempio, un ospedale americano, che ogni anno effettua circa 600 interventi cardiochirurgici, utilizzando la matrice emostatica a base di granuli di gelatina, prodotta da Baxter, potrebbe risparmiare fino a 5,4 milioni di dollari di costi tra complicanze e impiego di risorse sanitarie. Già tre anni fa proprio Baxter aveva lanciato in Italia la prima campagna interamente dedicata alla chirurgia senza sangue. Tra le attività implementate, spicca la realizzazione di un sito ad hoc, www.chirurgiapiusicura.it, e la sponsorizzazione della prima guida per il cittadino, Operazione in sicurezza, pubblicata da Cittadinanza Attiva a fine Maggio 2014.

24 Giugno 2014

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