Enpaf. Dal 2013 farmacisti in pensione a 68 anni

Enpaf. Dal 2013 farmacisti in pensione a 68 anni

Enpaf. Dal 2013 farmacisti in pensione a 68 anni
Elevamento dell’età pensionabile per la pensione di vecchiaia e innalzamento dei requisiti assicurativi della pensione di anzianità che, peraltro, sarà abrogata nel 2016. Questi i punti cardine della proposta di riforma approvata oggi dal CdA dell’Ente previdenziale dei farmacisti.

L’età pensionabile dei farmacisti passerà da 65 a 68 anni a partire dal 2013 e innalzamento dei requisiti assicurativi della pensione di anzianità . E’ quanto prevede la proposta di riforma di regolamento dell’Enpaf che il Consiglio di Amministrazione ha deliberato oggi di proporre al Consiglio Nazionale.

“Misure che erano all’esame da tempo”, ha voluto precisare Emilio Croce, presidente della cassa previdenziale dei farmacisti, per chiarire subito che la proposta è estranea alle contingenze legate alla controversa misura della legge 27/12 che al comma 17 dell’Art. 11 fa divieto ai farmacisti che abbiano già raggiunto l’età pensionabile, oggi fissata a 65 anni, di assumere la direzione di una farmacia.

“Le modifiche che proponiamo – ha aggiunto Croce – sono piuttosto dettate in parte dalla necessità di adeguare il nostro regime pensionistico alle linee guida del decreto n. 201/11, meglio nostro come Salva Italia, poi convertito nella legge n. 214/11, che ha disciplinato le pensioni nel sistema generale obbligatorio e, per il resto dal dato ineludibile che il consistente e generalizzato aumento dell’aspettativa di vita nel nostro Paese ha ovvi e pesanti riflessi sui costi del welfare in generale e della previdenza in particolare”.

Per quanto riguarda l’età pensionabile, la proposta di modifica del regolamento Enpaf prevede di elevarne la soglia a 68 anni nel 2013 e, a decorrere dal 1° gennaio 2016, l’età pensionabile sarà incrementata in relazione all’aumento della speranza di vita accertato dall’Istat nella misura stabilita dal ministero dell’Economia e del Lavoro coerentemente a quanto già previsto dal sistema generale obbligatorio. L’innalzamento dell’età pensionabile riguarda sia gli uomini che le donne.

Per la pensione di anzianità, la proposta di riforma regolamentare stabilisce invece che, a partire dal 1° gennaio 2013, occorreranno 42 anni di iscrizione e contribuzione per maturare il diritto al trattamento. In ogni caso, si prevede la soppressione dell’istituto a partire dal 1° gennaio 2016.

“La finalità dell’incremento dell’anzianità di iscrizione e contribuzione e della successiva soppressione dell’istituto della pensione di anzianità – ha spiegato Croce – è quella di impedire che l’effetto di contenimento della spesa pensionistica connesso all’innalzamento dell’età pensionabile sia vanificato dal collocamento anticipato in pensione di anzianità richiesto da un elevato numero di iscritti, che raggiungerebbero l’età pensionabile e, dunque, la pensione di vecchiaia successivamente”.

Contenere la spesa pensionistica, ricorda l’Enpaf, è peraltro un imperativo al quale le casse private sono costrette dalle misure dello stesso decreto Salva Italia che, all’art. 24 comma 24, impone aglio enti di previdenza dei professionisti di adottare, entro il 30 settembre 2012, misure adeguate al fine di assicurare l’equilibrio tra le entrate contributive e la spesa per prestazioni pensionistiche secondo bilanci tecnici riferiti a un arco temporale di 50 anni.

“Si tratta di un vincolo al quale non possiamo sottrarci – ha affermato il presidente dell’Enpaf – e rispetto al quale partiamo peraltro avvantaggiati rispetto a tutti gli altri enti previdenziali di categoria, in ragione di un lungo, virtuoso percorso gestionale che ha portato il nostro Ente ad avere i conti in ordine, con una proiezione di stabilità, sostenibilità ed equilibrio anche per i decenni a venire. Il giro di vite del Dl 201 tuttavia – ha concluso Croce – obbliga anche la nostra cassa a intervenire ed è appunto questo il senso della proposta di riforma che adesso rimettiamo alla valutazione del nostro Consiglio nazionale e, laddove fosse approvata, ai ministeri vigilanti”.
 

04 Maggio 2012

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