Enpaf. Riforma approvata dai ministeri vigilanti. Farmacisti in pensione a 68 anni

Enpaf. Riforma approvata dai ministeri vigilanti. Farmacisti in pensione a 68 anni

Enpaf. Riforma approvata dai ministeri vigilanti. Farmacisti in pensione a 68 anni
“Siamo riusciti a dimostrare l’equilibrio strutturale a 50 anni coerentemente a quanto imposto dal Decreto Salva-Italia senza penalizzare sul piano economico la categoria”. Così il presidente dell’Ente, Emilio Croce, ha commentato il via libera da parte dei ministeri del Lavoro e dell’Economia.

Elevazione dell’età pensionabile a 68 anni a decorrere dal 1° gennaio 2013 per la pensione di vecchiaia, con successivo incremento in relazione all’aumento dell’aspettativa di vita, e innalzamento dei requisiti assicurativi della pensione di anzianità (di cui, peraltro, si prevede l’abrogazione nel 2016). Sono questi i cardini intorno ai quali ruota la riforma del  Regolamento dell’Enpaf approvata dai Ministeri del Lavoro e dell’Economia, che hanno riconosciuto l’esistenza dell’equilibrio strutturale di lungo periodo tra entrate contributive e uscite per prestazioni così come imposto dall’art. 24, comma 24, del Decreto Legge n. 211/2011.

“L’approvazione delle modifiche regolamentari da parte dei Ministeri Vigilanti è il giusto riconoscimento al lavoro svolto dal Consiglio di amministrazione e dal Consiglio Nazionale dell’Ente; siamo riusciti a dimostrare l’equilibrio strutturale a 50 anni coerentemente a quanto imposto dall’art. 24, comma 24, del Decreto Salva-Italia senza penalizzare, sul piano economico, la categoria”, ha commentato Emilio Croce, presidente dell’ente previdenziale dei farmacisti. Che ha aggiunto: “Abbiamo impedito che le misure di rafforzamento dell’equilibrio patrimoniale imposte dal Governo a tutte le Casse di previdenza privatizzate dei professionisti si traducessero in un aumento della pressione contributiva, tra l’altro in un momento congiunturale particolarmente difficile per il settore farmaceutico”.

“Con la solidità strutturale a 50 anni raggiunta e validata dai Ministeri del Lavoro e dell’Economia, ritengo che l’Ente, a fronte di una crisi economica sempre più pesante, dovrà indirizzare le proprie forze per incentivare le iniziative assistenziali a sostegno del reddito”, ha proseguito Croce, che ha poi voluto rivolgere un “doveroso ringraziare anche tutte le Organizzazioni delle componenti la categoria che, con senso di responsabilità sia pure nella diversità delle posizioni assunte rispetto alla modifiche regolamentari, hanno compreso la necessità dell’intervento e hanno comunque  apprezzato lo sforzo compiuto dagli Organi statutari”.
 

15 Novembre 2012

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