Fabbisogno farmacisti. Fofi: “Dati Ministero confermano esubero cronico di laureati in farmacia”

Fabbisogno farmacisti. Fofi: “Dati Ministero confermano esubero cronico di laureati in farmacia”

Fabbisogno farmacisti. Fofi: “Dati Ministero confermano esubero cronico di laureati in farmacia”
Così il presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani, Andrea Mandelli. "Se per l’anno accademico 2016-2017 il Servizio sanitario nazionale richiede 1279 farmacisti, e ogni anno se ne iscrivono agli Ordini circa 4000, è evidente che nell’arco di un ventennio ci porterà ad avere 60 mila professionisti disoccupati”.

"Quanto comunicato dal Ministero della salute sul fabbisogno di professionalità sanitarie conferma dei dati che avevamo esposto lo scorso marzo. Se per l’anno accademico 2016-2017 il Servizio sanitario nazionale richiede 1279 farmacisti, e ogni anno se ne iscrivono agli Ordini circa 4000, è evidente che prosegue l’esubero cronico che nell’arco di un ventennio ci porterà ad avere 60 mila professionisti disoccupati”, dice il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, Senatore Andrea Mandelli
 
"Di fronte a questo, che non è un rischio ma una realtà concreta, occorre attuare una regolamentazione più stringente degli accessi ai corsi di laurea in farmacia e CTF, anche evitando di attivarne di nuovi. Ma ovviamente anche se limitare l’offerta è indispensabile, è venuto il momento di dare finalmente piena attuazione alle misure che potrebbero aumentare la domanda: dall’implementazione della farmacia dei servizi all’istituzione del farmacista di dipartimento negli ospedali” prosegue Mandelli.
 
“Infine vorrei rivolgermi agli studenti che si accingono a scegliere il loro cammino universitario e alle loro famiglie. Quella del farmacista è una professione bellissima,che richiede un percorso formativo lungo e impegnativo in tutti i sensi: proprio per questo va intrapresa se si hanno una forte motivazione e una reale passione. Non può e non deve essere vissuta come un ripiego di fronte, magari, all’esclusione da altri corsi di laurea, né può essere vissuta come una via che, bene o male, conduce a un’occupazione sicura. Purtroppo – conclude – quella fase è alle nostre spalle e ritengo sia giusto dirlo in modo molto netto, per non generare aspettative illusorie e per evitare che vadano persi i sacrifici di migliaia di famiglie italiane”.

13 Giugno 2016

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