Farmaci. Fofi: “Grande interesse per I-MUR a Boston, la prossima settimana parte la terza fase” 

Farmaci. Fofi: “Grande interesse per I-MUR a Boston, la prossima settimana parte la terza fase” 

Farmaci. Fofi: “Grande interesse per I-MUR a Boston, la prossima settimana parte la terza fase” 
Il progetto italiano sulla revisione dell’uso dei farmaci patrocinato dalla Fofi e giunto alla terza fase ha riscosso grande apprezzamento da parte della comunità scientifica durante i lavori dell’ultima conferenza internazionale di Social and Administrative Pharmacy che si è tenuta a Boston. 

La farmacia di comunità italiana riempie il palcoscenico di Boston: alla conferenza internazionale di Social and administrative pharmacy che si è tenuta ad agosto nella capitale del Massachusetts, sono stati tanti gli apprezzamenti ricevuti per i risultati di due studi che rientrano nel progetto di ricerca, sviluppo e implementazione delle prestazioni avanzate del farmacista intrapreso dalla Federazione degli ordini dei farmacisti italiani.
Si tratta di I-MUR, il progetto di utilizzo nella farmacia italiana della Medicine use review, che è stato condotto in 15 regioni e ha coinvolto 360 farmacisti e 1800 pazienti affetti da asma, sotto la guida della Medway school of pharmacy dell’università del Kent.
La conferenza di quest’anno era imperniata sul tema del nuovo volto della farmacia con il titolo The changing face of pharmacy: engaging across professions to advance health in our communities (Il cambiamento della farmacia: collaborazione fra le professioni al fine di migliorare la salute nella nostra comunità). E davanti ai 176 delegati in rappresentanza di 26 nazioni e 5 continenti l’Italia ha dato il suo apprezzato contributo, presentando i risultati degli studi effettuati.
 
La prima relazione é stata presentata da Janet Krska, docente di clinical and professional practice alla Medway school of pharmacy, università di Greenwich e Kent, e si é focalizzata sul feedback dei pazienti che hanno ricevuto I-MUR. La seconda, presentata da Andrea Manfrin, clinical lecturer in pharmacy practice presso la stessa università, verteva invece sui punti di convergenza di farmacisti e medici di medicina generale in merito al progetto I-MUR.
Entrambe le presentazioni hanno riscosso un notevole interesse. E se gli esperti statunitensi hanno detto che “quello che stanno facendo i nostri colleghi italiani é quasi impensabile negli States”, i rappresentati australiani hanno confermato che “anche in Australia sarebbe difficile ottenere risultati simili”. Una soddisfazione notevole, visto che l’Australia è una delle nazioni nelle quali la pharmaceutical care, in particolare in ambito extraospedaliero, ha conosciuto uno sviluppo costante nell’ultimo ventennio.

Ma l’apprezzamento ha coinvolto tutta la professione, come emerso dagli interventi dei partecipanti inglesi: “La motivazione ed i risultati ottenuti dai nostri colleghi italiani dimostrano un elevato livello di professionalità e di coinvolgimento dei pazienti in questa nuova iniziativa”.
E la terza fase del progetto, che avrà inizio la prossima settimana con la prima giornata di formazione in Sicilia, è stata definita “molto ambiziosa” ma con “tutti i presupposti per dare dei risultati incredibili”.

“Intraprendendo questo cammino – hanno commentato dalla federazione – si è sviluppata la consapevolezza che la autoreferenzialità non offre oggi sbocchi realistici. La scelta della Fofi di operare confrontandosi con tutti gli stakeholder su progetti concreti ha aperto la strada alla costruzione del futuro della professione. Il riconoscimento della validità di questa progettazione per stadi da parte della comunità scientifica internazionale è la migliore testimonianza delle reali potenzialità di sviluppo del farmacista e della farmacia italiani”. 

02 Settembre 2014

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