Farmacie comunali: “Con Liberalizzazioni perdiamo spazio”. Balduzzi: “Puntare a qualità, non quantità”

Farmacie comunali: “Con Liberalizzazioni perdiamo spazio”. Balduzzi: “Puntare a qualità, non quantità”

Farmacie comunali: “Con Liberalizzazioni perdiamo spazio”. Balduzzi: “Puntare a qualità, non quantità”
Il ministro è intervenuto a un incontro sul decreto Liberalizzazioni promosso da Assofarm. Critiche per il non diritto di prelazione dei Comuni sulle nuove sedi aperte con il concorso straordinario. Per Graziano Del Rio (Anci), nel decreto “sottovalutato il valore sociale della farmacie comunali”.

Sono forti le preoccupazioni delle Farmacie comunali sulle conseguenze del decreto Liberalizzazioni, convertito in legge il 22 marzo. Tra i punti più contestati, il mancato diritto di prelazione dei Comuni sulle oltre 3.000 farmacie che saranno aperte attraverso il concorso straordinario e la perdita di mercato con l’introduzione della vendita di alcuni farmaci di fascia C anche nelle parafarmacie e nei corner della GdO. Le farmacie comunali, quindi, non saranno solo economicamente più deboli, ma anche numericamente. La rappresentatività delle farmacie comunali sul totale numero delle farmacie sul territorio, che prima del decreto era pari a un già esiguo 8%, subirà infatti un’ulteriore riduzione arrivando al 7%.

Le farmacie comunali, comunque, si dicono pronte a lavorare sodo per avanzare al Governo una serie di proposte in grado di rilanciare il settore. Forti anche dell’attenzione del ministro della Salute Renato Balduzzi. È stato lo stesso ministro a esprimere questa attenzione alle farmacie comunali, in occasione di un incontro promosso oggi da Assofarm e al quale, oltre a Balduzzi e al presidente Assofarm Venanzio Gizzi, ha partecipato il presidente dell’Anci, Graziano Del Rio.

In questa fase ricca di impegni per il Governo, “la mia presenza è un segno di attenzione”, ha affermato il ministro della Salute Renato Balduzzi rivolto all’assemblea di Assofarm e invitandola, insieme al resto di Italia, a “resistere”. “Siamo in uno momento particolarmente delicato per Europa e l’Italia. Un momento in cui occorre trovare nuova capacità di resistere. Sarebbe bello poter fare promesse, ma la promessa migliore che il Governo tecnico può fare è quella di scelte oculate”, ha affermato Balduzzi aggiungendo che, per il Ssn, che “è uno dei punti di forza dell’Italia, resistenza significa lavorare per mantenerlo tale”. E in tale contesto, ha affermato il ministro, il decreto Liberalizzazioni “è stato un elemento importante”, e ha ribadito ancora una volta quanto affermato nei mesi scorsi, e cioè che il settore delle farmacie “aveva bisogno di apertura e respiro”. Ed il Governo, ha ricordato il ministro, “avrebbe voluto anche qualche cosa in più”.

Ma il decreto Liberalizzazioni, secondo il ministro, è servito anche a “inviare alcuni messaggi”. Anzitutto, secondo Balduzzi, ai cittadini, che avranno “più opportunità sia in termini di farmacie a cui potessi rivolgersi che in termini di orari e di sconti”. Ma il ministro ha voluto sottolineare anche l’importanza della norma che incentiva l’uso dei farmaci equivalenti, “che è una battaglia di civiltà e non solo, come si è detto, modo per rosicchiare qualche risorse in più”.
 
Anche alle farmacie comunali, secondo Balduzzi, è stato dato “un segnale di speranza” che consiste nell’“opportunità” del diritto di prelazione sulle farmacie che saranno aperte nelle grandi aree pubbliche, “dove la popolazione sempre più spesso si sposta e si riunisce”. E comunque, secondo Balduzzi, “il punto di vista più importante per guardare al futuro delle farmacie comunali non sta tanto nel guardare alla quantità, ma alla qualità. Può sembrare riduttivo, ma io ci credo”.

Un segnale “importante”, ha proseguito il ministro, è stato poi dato “ai giovani farmacisti e agli esercizi diversi dalle farmacie”. Anche se “nel corso della conversione in legge del decreto si è finiti poi per portare qualche sbilanciamento verso i meno giovani”, ha sottolineato il ministro riferendosi all’obbligo del farmacista di cedere la direzione al compimento dell’età pensionabile. “Ma – ha aggiunto Balduzzi – cercheremo almeno di differire nel tempo una norma che, ricordo, non è stata suggerita né sostenuta del Governo”.

Il ministro ha inoltre spiegato che gli interventi sul sistema non si sono conclusi con l’approvazione del decreto Salva Italia e Cresci Italia. “Condividiamo la necessità di un riordino complessivo del sistema. Non sono abituato a fare promesse e non so se il Governo Monti avrà il tempo di portare a termine questo riordino del sistema, ma ci stiamo lavorando ed eventualmente, il nostro lavoro, rappresenterà una strada per nostri successori”.

Il presidente dell’Anci, Graziano Del Rio, ha condiviso il fatto che le liberalizzazioni dovessero essere un elemento importante del processo di rilancio dell’economia, “ma abbiamo sempre sostenuto che le farmacie andavano trattate differentemente”. Secondo Del Rio, il principio alla base dell’elaborazione dell’art. 11 è stato quello delle “scelte ideologiche”, ma il Governo e il Parlamento hanno “sottovalutato il ruolo sociale delle farmacie comunali, che non rappresentano solo le radici più profonde del servizio farmaceutico, ma sono anche un elemento essenziale di coesione, di tenuta, di prestazione socio-sanitaria e senso di comunità”. A farne le spese saranno, secondo il presidente dell’Anci, soprattutto i piccolissimi Comuni, perché “quale privato vorrà aprire un esercizio in un’area non redditizia?”. Per Del Rio “il servizio pubblico andrebbe valorizzato. Non si possono umiliare le esperienze positive che hanno fatto bene al Paese”.
In questo contesto, secondo il presidente dell’Anci, alla farmacie comunali potrebbe comunque essere affidato un maggiore ruolo “educazionale”, così da rispondere anche a “uno dei principali problemi della sanità, cioè l’abuso e l’inappropriatezza delle prestazioni”.

A chiudere gli interventi è stato il presidente di Assofarm, Venanzio Gizzi. “Sappiamo e sosteniamo che si debba rimettere mano alle norme del settore e speriamo che in questo ambito si troverà spazio anche per valorizzare le farmacie comunali”, ha affermato Gizzi, secondo il quale “l’attenzione dell’Anci e del ministro della Salute sono un segnale importante per portare avanti questa riflessione e presentare le nostre proposte”. Tra queste, Assofarm ha annunciato che porterà avanti la sua battaglia affinché “tutti i farmaci rientrino in farmacia, così come siano affidati alle farmacie i farmaci innovativi e la distribuzione diretta”. Tra le priorità, anche il rinnovo della convenzione, “per rilevare a valorizzare la professionalità del farmacista che nel decreto è stata del tutto trascurata”.

A Balduzzi il presidente di Assofarm ha voluto rispondere che “le farmacie comunali puntano alla qualità, ma chiedono anche che ci sia una reale concorrenza tra pubblico e privato”, anche tenuto conto di quel ruolo sociale ricoperto dalle farmacie comunali, che “è il motivo per cui non abbiamo mai fatto serrate, consapevoli che ad esserne danneggiati sono i cittadini”.
 

19 Aprile 2012

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