Farmacie. Ministro Riccardi chiede sconti sui prodotti prima infanzia

Farmacie. Ministro Riccardi chiede sconti sui prodotti prima infanzia

Farmacie. Ministro Riccardi chiede sconti sui prodotti prima infanzia
Per il momento è solo una proposta - precisa Assofarm - ma l’intenzione del ministro per l'Integrazione sarebbe quella di siglare un accordo con Anci e Assofarm per ridurre il costo sostenuto dalle famiglie attraverso l'acquisto, a prezzo scontato, nelle farmacie comunali.

Secondo alcune notizie di stampa l’accordo tra il ministero per la Cooperazione Internazionale e l'Integrazione e l'Anci riguardante gli sconti del 30% sui prodotti per l’infanzia nelle farmacie comunali sarebbe già in dirittura d’arrivo. L’Associazione che riunisce le farmacie comunali però smentisce e frena: “Per il momento si tratta di una proposta, di cui occorre verificare disponibilità e possibilità”, ha spiegato al nostro giornale Francesco Schito, vice presidente di Assofarm.

Anzitutto, secondo quanto riferisce Schito, non è stata ancora alcuna percentuale di sconto (le notizie di stampa, che riferiscono alcune dichiarazioni di Lorenzo Guerino, sindaco di Lodi e rappresentante Anci, parlano, appunto, del 30%) né è chiaro se a farsene carico dovrebbero essere solo i Comuni o anche il ministero attraverso la messa a disposizione di risorse. Da decidere, inoltre, a chi eventualmente concedere questi sconti: “Proporli a tutti metterebbe le farmacie in difficoltà economiche in un periodo già difficile per i nostri esercizi”, spiega Schito, secondo il quale la soluzione potrebbe essere eventualmente quella di offrire questi sconti alle fasce più disagiate della popolazione.

Ma bisogna tenere conto, precisa il vicepresidente di Assofarm, che “alcuni di questi prodotti non sono scontabili” e, in generale, “i margini sul prezzo sono bassi”. Inoltre, “si tratta di prodotti leader del mercato, perché la sostituibilità con i cosiddetti ‘generici’ è limitata e la mamma tende ad acquistare il prodotto di una particolare marca perché gliel'ha indicata il pediatra, o perché, nel caso del latte, è quella già utilizzata nel corso della degenza ospedaliera”. Al contrario, aggiunge Schito, "si tratta di un settore in cui le farmacie non sono più leader, superate ormai dalla grande distribuzione che, avendo possibilità di acquisto a prezzi migliori, ha anche la possibilità di offrire al cittadino gli stessi prodotti a prezzi inferiori”.

Il vicepresidente di Assofarm si chiede inoltre che senso avrebbe avviare questa iniziativa solo nella rete delle farmacie comunali, che sono circa 1.500 in tutta Italia. Per questo si potrebbe discutere sulla possibilità di coinvolgere nell’iniziativa tutte le farmacie d’Italia, private comprese. "Chiaramente bisogna verificare la disponibilità, anche in questo caso legata alla sostenibilità economica, perché – ribadisce Schito – siamo tutti d’accordo con l’obiettivo, ma in questa fase le farmacie potrebbero non avere i mezzi per sostenere un progetto del genere, pressate come sono dai recenti provvedimenti approvati del Governo”.

La proposta, comunque, sarà discussa e vedrà ministero, Anci e Assofarm impegnate a trovare la migliore soluzione possibile. Che, secondo Schito, dovrebbe però prevedere sono solo sconti, ma anche, ad esempio, “una campagna di incentivazione ed educazione all’allattamento al seno. Le nostre farmacie sono a disposizione per essere il punto di riferimento di campagne come questa”.
 

15 Maggio 2012

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