Farmacie. Mnlf: “Liberalizzazione dell’ex governo Monti verso il fallimento”

Farmacie. Mnlf: “Liberalizzazione dell’ex governo Monti verso il fallimento”

Farmacie. Mnlf: “Liberalizzazione dell’ex governo Monti verso il fallimento”
“Dopo 15 mesi risultati parlano da soli: nessuna nuova farmacia aperta, quattro regioni (Campania, Basilicata, Molise e Trentino Alto Adige) che devono ancora bandire il concorso e numerose commissioni non ancora costituite”. Questa la denuncia del Movimento nazionale liberi farmacisti.

Per il Movimento nazionale libero farmacisti “il tentativo di liberalizzare il sistema di distribuzione del farmaco con il decreto "Cresci Italia"  si avvia verso il totale fallimento. Dopo 15 mesi risultati parlano da soli: nessuna nuova farmacia aperta, quattro regioni (Campania, Basilicata, Molise e Trentino Alto Adige) che devono ancora bandire il concorso e numerose commissioni non ancora costituite”.
 
 
Inoltre, denuncia il Mnlf, “le sedi farmaceutiche poste a concorso sono state istituite per metà in zone assolutamente disabitate, lontane dai centri abitati e sicuramente destinate a non essere mai aperte perché prive dei parametri minimi per la sopravvivenza”.
 
“In questo momento – continua il MNLF – centinaia di ricorsi dei farmacisti titolari stanno intasando i Tribunali Amministrativi Regionali e se le cose andranno per il verso giusto, tra 12/16 mesi si potranno aprire non più di 1500/1800 farmacie pari ad un aumento dell'8% delle farmacie italiane.
Se a questo quadro desolante aggiungiamo il fatto che la possibilità, introdotta dal Governo Monti, di praticare sconti sui medicinali con obbligo di ricetta che i cittadini pagano di tasca propria, è di fatto praticata solo da poche decine di farmacie, abbiamo la visione d'insieme di un vero e proprio fallimento. Un ben magro risultato che ha tanto il sapore del bluff”.
 
“A questo punto – commenta Vincenzo Devito Presidente del MNLF – tutti i problemi del settore presenti prima del decreto "Cresci Italia" rimangono irrisolti a cominciare dal trattamento discriminante tra i farmacisti, all'impedimento alla libera prestazione dei servizi e alle più elementari regole sulla concorrenza”.
 
“Tuttavia – continua Devito – il danno più rilevante prodotto dal sostanziale mantenimento del monopolio delle farmacie è quello prodotto nei confronti dei cittadini che non possono godere i frutti di un reale confronto concorrenziale tra sistemi distributivi del farmaco alternativi”.
 
 
“L'unico modo – conclude Devito – per uscire da uno stallo che impedisce in un momento drammatico per l'economia italiana l'apertura di centinaia di nuove aziende e la creazione di nuovi posti di lavoro è quello di liberalizzare la vendita dei farmaci di fascia C. Tutte le altre strade sono perdenti perché legate ad un sistema che difende solo gli interessi di chi è già presente nel mercato a discapito di quelli generali dei cittadini”.

13 Maggio 2013

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