Farmacisti. La Corte dei Conti promuove l’Enpaf: “Gestione solida, ma attenzione ai crediti e al futuro previdenziale”

Farmacisti. La Corte dei Conti promuove l’Enpaf: “Gestione solida, ma attenzione ai crediti e al futuro previdenziale”

Farmacisti. La Corte dei Conti promuove l’Enpaf: “Gestione solida, ma attenzione ai crediti e al futuro previdenziale”

Il patrimonio dell'Ente di previdenza dei farmacisti supera i 3,5 miliardi, con un avanzo di 248 milioni. I magistrati contabili raccomandano vigilanza sulla morosità e sul bilancio tecnico che prevede 12 anni in negativo. LA DELIBERA

La Corte dei Conti dà il via libera alla gestione 2024 dell’Enpaf, l’Ente nazionale di previdenza e assistenza dei farmacisti, promuovendo la solidità patrimoniale dell’istituto ma lanciando alcuni segnali di attenzione sul fronte dei crediti e sulle previsioni a lungo termine.

I numeri parlano chiaro: patrimonio netto a 3,525 miliardi, in crescita di 248,6 milioni rispetto all’anno precedente, e un avanzo di esercizio che raggiunge proprio i 248,6 milioni, in aumento del 14,6% sul 2023. Dati che, secondo la Relazione approvata il 9 febbraio 2026 dalla Sezione controllo enti della Corte, “non evidenziano significativi profili di criticità”.

Gli iscritti all’Enpaf crescono dello 0,54% arrivando a 100.839 unità, mentre le pensioni erogate salgono a 27.612 per un importo complessivo di 191 milioni di euro. Il contributo annuale per il 2024 è stato fissato in 5.316 euro, suddiviso tra previdenza (5.272 euro), assistenza (31 euro) e maternità (13 euro).

La gestione economica si chiude con un utile in forte aumento, merito soprattutto dell’effetto combinato positivo della valutazione dei titoli e dei proventi finanziari, che hanno toccato i 137,6 milioni. Positivo anche il flusso finanziario della gestione reddituale, attestatosi a 173,8 milioni.

I magistrati contabili apprezzano anche la riduzione dei costi: gli emolumenti agli organi scendono da 360.501 a 354.842 euro, mentre il costo del personale diminuisce di 53.571 euro attestandosi a 5,53 milioni, con un’incidenza sui costi di produzione scesa al 2,48%.

Non tutto però è roseo. La Corte pone l’accento su due questioni delicate. La prima riguarda i crediti verso gli iscritti, che ammontano a 129,4 milioni, in aumento rispetto ai 120,6 del 2023. Di questi, 110,7 milioni derivano da contribuzione soggettiva non versata. Un fenomeno di “morosità” che il Collegio sindacale ha nuovamente evidenziato, spingendo la Corte a raccomandare “il più attento monitoraggio al fine del più efficace recupero dei crediti”.

La seconda preoccupazione arriva dal bilancio tecnico cinquantennale approvato a novembre 2024. Rispetto al precedente documento attuariale, si registra “un lieve peggioramento”: il saldo previdenziale risulterà negativo per 12 anni, dal 2042 al 2053, mentre in precedenza era sempre positivo sull’intero arco temporale. Solo dal 2059 la situazione tornerà in attivo.

Di fronte a questo scenario, la Corte sollecita “un attento monitoraggio di tale gestione futura e l’assunzione di eventuali azioni correttive”, chiedendo al Collegio sindacale “una verifica costante dell’impatto di tali azioni”.

Dal punto di vista amministrativo, l’Enpaf risulta in regola con gli obblighi di trasparenza, avendo implementato la sezione “Amministrazione trasparente” sul sito istituzionale e rispettato le norme sul contenimento della spesa del personale. L’Ente ha inoltre partecipato a progetti del PNRR, in particolare per la digitalizzazione dei servizi attraverso l’integrazione con SPID e CIE.

Resta sullo sfondo la particolare natura del sistema contributivo Enpaf, basato su una cifra fissa non collegata al reddito, temperata però dal contributo aggiuntivo dello 0,90% a carico delle farmacie (che nel 2024 ha rappresentato il 28,2% delle entrate contributive) e da quello dello 0,5% per le società di capitali titolari di farmacia.

Un sistema complesso che, almeno per il presente, regge. Ma che deve guardare con attenzione al futuro, per evitare che i “12 anni negativi” diventino una profezia difficile da scongiurare.

18 Febbraio 2026

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