Ferie non godute, 25mila euro di indennizzo in un anno grazie ai legali C&P. Il medico racconta la sua storia
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Ferie non godute, 25mila euro di indennizzo in un anno grazie ai legali C&P. Il medico racconta la sua storia

Ferie non godute, 25mila euro di indennizzo in un anno grazie ai legali C&P. Il medico racconta la sua storia

Trentacinque anni di servizio, 223 giorni di ferie maturati e mai utilizzati, un indennizzo di 25mila euro ottenuto nel giro di un anno tramite una conciliazione. È la storia di un medico della sanità pubblica che ha riscattato economicamente l’accumulo di riposo sacrificato nel corso della carriera affidandosi al network legale Consulcesi & Partners

Trentacinque anni di servizio, 223 giorni di ferie maturati e mai utilizzati, un indennizzo di 25mila euro ottenuto nel giro di un anno tramite una conciliazione. È la storia di un medico della sanità pubblica che ha riscattato economicamente l’accumulo di riposo sacrificato nel corso della carriera affidandosi al network legale Consulcesi & Partners. Una vicenda che, secondo il diretto interessato, non è un’eccezione nel mondo della sanità pubblica, e che si inserisce in un contenzioso nazionale in forte espansione.

223 giorni accumulati in 35 anni

Il medico, che ha scelto l’anonimato per tutelare la propria riservatezza e quella della struttura in cui ha lavorato, ha totalizzato ben 223 giorni di ferie non godute in circa 35 anni di servizio. Un ammontare progressivo, legato alla difficoltà di assentarsi dal reparto in presenza di organici ridotti e di un carico assistenziale cresciuto nel tempo.

“Soprattutto negli ultimi 10-15 anni la situazione è diventata molto complicata in tutta Italia, non solo nella mia struttura”, racconta. “Gli organici sono ridotti, le richieste di prestazioni sono aumentate drasticamente. I recuperi, in queste condizioni, sono chiaramente complicati”.

Il riferimento è a un problema strutturale della sanità pubblica: quando il numero dei professionisti non basta a coprire tutti i turni, ogni assenza si traduce in un carico aggiuntivo per i colleghi. Le ferie, che dovrebbero essere una componente ordinaria dell’organizzazione del lavoro, finiscono così per essere rinviate anno dopo anno.

“Non ho rimpianti, ma il rischio riguarda anche la sicurezza

Nonostante il cumulo di oltre 200 giornate di riposo a cui ha rinunciato, il medico non considera quelle scelte un errore: “Non ho rimpianti”, dice, sottolineando come il lavoro sia stato svolto con senso di responsabilità verso pazienti e colleghi.

Questo non rende però il problema meno rilevante. Il mancato riposo prolungato può trasformarsi in un fattore di stress in contesti ad alta responsabilità: “La paura dell’errore è sempre più diffusa nelle corsie degli ospedali e alimenta il fenomeno della medicina difensiva: turni infiniti, guardie notturne e mancati riposi mettono l’intero comparto sanitario in una situazione di stress psico-fisico importante”.

Uno degli aspetti meno visibili della questione, dunque, non è solo il valore economico delle giornate accumulate, ma l’organizzazione del lavoro e la sostenibilità dei carichi assistenziali.

Dalle ferie accumulate alla conciliazione: 25mila euro

Al termine del rapporto di lavoro, il medico ha deciso di verificare la propria posizione e di chiedere il riconoscimento economico delle ferie maturate e non godute. La vicenda si è chiusa con una transazione e un indennizzo di 25mila euro.

“Ci sono riuscito grazie al supporto dei legali di Consulcesi & Partners in tempi brevissimi: dal primo contatto telefonico al risarcimento è passato poco più di un anno, un periodo in cui sono stato costantemente aggiornato e seguito con puntualità e professionalità”.

Un contenzioso in forte crescita

La vicenda dei 223 giorni si inserisce in un fenomeno che negli ultimi anni ha assunto dimensioni significative nel pubblico impiego, e in particolare nella sanità. Nel primo semestre 2026 si registrano circa 2.200 pronunce sulle ferie non godute nel pubblico impiego, contro le circa 600 dello stesso periodo del 2025: una crescita marcata, che però non comprende gli accordi transattivi, sempre più frequenti.

Le decisioni pubblicate nei primi sei mesi del 2026 hanno riconosciuto circa 9,9 milioni di euro di indennizzi e 4,5 milioni di euro di spese legali, per un valore complessivo di circa 14,5 milioni di euro. Si tratta però di una fotografia parziale: il dato deriva dalle sole pronunce pubblicate e non comprende le somme riconosciute attraverso conciliazioni e accordi transattivi, che restano fuori dalle statistiche giudiziarie.

Il “sommerso” delle conciliazioni: 400mila euro in sei mesi

È proprio questo sommerso a rendere difficile quantificare il valore reale del fenomeno. Le controversie con importi più elevati vengono spesso definite tramite accordi in sede giudiziale o stragiudiziale, senza arrivare a sentenza, e per questo non risultano nella rilevazione basata sulle pronunce.

Nel solo primo semestre 2026, l’attività di Consulcesi & Partners ha consentito ai propri assistiti di ottenere circa 400mila euro attraverso conciliazioni. Dall’avvio dell’attività, il valore complessivo riconosciuto ai clienti – tra sentenze e accordi conciliativi – ha superato 1 milione di euro.

Da singola storia a problema strutturale

La vicenda del medico dei 223 giorni non racconta solo un credito economico maturato in 35 anni di carriera. Racconta una difficoltà organizzativa che molti professionisti sanitari conoscono bene: quella di interrompere il lavoro senza lasciare scoperto un reparto.

Il punto non è soltanto quanto valgano 223 giornate di ferie, ma perché siano potute rimanere inutilizzate per un’intera carriera. Quando la carenza di personale rende strutturalmente difficile garantire il riposo, il costo non ricade solo sul singolo professionista: diventa un problema di organizzazione dei servizi, di sostenibilità del lavoro e, in ultima analisi, di tutela della salute di chi cura e di chi viene curato.

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07 Settembre 2026

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