Fisioterapista delle cure primarie. La proposta dell’Opi Sardegna non convince i fisiatri 

Fisioterapista delle cure primarie. La proposta dell’Opi Sardegna non convince i fisiatri 

Fisioterapista delle cure primarie. La proposta dell’Opi Sardegna non convince i fisiatri 
Mauro Piria, vicepresidente Anf, rappresentante dell’Associazione in Sardegna, spiega: “La ‘prescrizione’ della fisioterapia è un atto medico specialistico. Il Fisioterapista è una figura professionale fondamentale del team riabilitativo, al pari del logopedista o del terapista occupazionale, con funzioni anche di valutazione oltre che della esecuzione del programma riabilitativo, ma la sua attività non può prescindere da quella del medico specialista”.

La proposta avanzata dal presidente dell’Ordine dei fisioterapisti della Sardegna Centrale – Ofi, Gino Sedda, di istituire “il Servizio di fisioterapia delle cure primarie, per intercettare e rispondere ai bisogni di cure adeguate dei cittadini, affiancando e integrando l’azione dei Medici di medicina generale e dei Pediatri di libera scelta”, avutasi nel corso dell’audizione sulla L.R. n° 40 di mercoledì scorso, apre una più estesa discussione suscitando l’intervento dell’Associazione Nazionale Fisiatri (ANF).

“Esprimiamo forte preoccupazione in proposito alla proposta sull’istituzione del Servizio di fisioterapia delle cure primarie portata in seduta di Commissione dal presidente OFI – spiega Mauro Piria a Quotidiano Sanità, vicesegretario nazionale e rappresentante della regione Sardegna ANF -, che abbiamo appreso essere stata accolta favorevolmente dal parlamentino il quale, addirittura, chiede all’Ofi di presentare una proposta nell’ambito della discussione sul ddl di riforma della sanità regionale”.

“In merito rammento che le Linee guida per le attività di riabilitazione adottate dal Ministero della sanità – prosegue Piria -, pubblicate sulla G.U.R.I. in data 30 maggio 1998, stabiliscono che “le attività sanitarie di riabilitazione richiedono obbligatoriamente la presa in carico clinica globale della persona mediante la predisposizione di un progetto riabilitativo individuale e la sua realizzazione mediante uno o più programmi riabilitativi” e che tale progetto costituisce “l’insieme di proposizioni, elaborate dall’equipe riabilitativa, coordinata dal medico specialista in riabilitazione”, responsabile del progetto stesso e dell’equipe riabilitativa”.

“Ricordo inoltre che l’Art. 348 del codice penale sancisce: ‘Nessuna attività diagnostica o prescrittiva può essere fatta da chi non è abilitato all’esercizio della professione medica, essendo irrilevante che siano seguiti i principi della medicina non convenzionale o della medicina tradizionale’, per cui la “prescrizione” della fisioterapia costituisce a tutti gli effetti un atto medico specialistico. Il Fisioterapista è una figura professionale fondamentale del team riabilitativo, al pari del logopedista o del terapista occupazionale, con funzioni anche di valutazione oltre che della esecuzione del programma riabilitativo, ma la sua attività non può prescindere da quella del medico specialista”.

“Ecco che a seguito di queste premesse ho chiesto e faccio appello alla presidente della Commissione Salute, ed a tutti i consiglieri che ne fanno parte, di poter essere urgentemente auditi per discutere della problematica che ho rappresentato con la massima volontà di collaborazione reciproca al fine di, non solo applicare correttamente le norme vigenti nel nostro Paese ma, veramente, da un lato rispettare i diritti delle persone con disabilità garantendo le migliori e più efficaci prestazioni anche nella comunità, e dall’altro lato evitare il rischio di sprechi per il SSN per la moltiplicazione di interventi frammentari e inappropriati” – conclude il vicesegretario ANF.

Elisabetta Caredda

Elisabetta Caredda

28 Gennaio 2025

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