Fisioterapisti. Torna la campagna Aifi contro l’abusivismo

Fisioterapisti. Torna la campagna Aifi contro l’abusivismo

Fisioterapisti. Torna la campagna Aifi contro l’abusivismo
Ripartirà il 10 settembre la campagna di sensibilizzazione e prevenzione promossa dall’Associazione Italiana Fisioterapisti per mettere in guardia i cittadini dai falsi fisioterapisti. A disposizione dei cittadini un numero verde, un indirizzo email e un intero sito internet per ricevere informazioni e consigli.

Si svolgerà l’8 settembre la Giornata mondiale della fisioterapia e in Italia sarà l’occasione per il lancio della seconda edizione di “Giù le mani”, la campagna di sensibilizzazione e prevenzione contro l’abusivismo professionale promossa dall'Associazione Italiana Fisioterapisti (Aifi).

Dal 10 al 14 settembre il numero verde 800 03 60 77(dal lunedì al venerdì ore 15-17), l’indirizzo email ([email protected]), il sito internet (www.aifi.net) saranno a disposizione dei cittadini per ricevere informazioni, consigli e riferimenti utili.
 
"I fisioterapisti abusivi in Italia sono 100 mila, il doppio di quelli veri (50 mila)", spiega l'Aifi lanciando la campagna. "Un vero dramma non solo per chi svolge con competenza il proprio lavoro, ma anche per i pazienti, che si trovano, spesso in buona fede, nelle mani di persone incapaci che possono peggiorare le loro già precarie condizioni di salute".
 
Ecco i primi quattro consigli diffusi dall'Aifi per non incorrere in falsi terapisti.

1) Verificare che il titolo di laurea sia stato rilasciato dall’Università Italiana e, in caso di titolo estero, che abbia ottenuto il riconoscimento dal Ministero della Salute;
2) Verificare l’iscrizione ad una delle associazioni rappresentative dei fisioterapisti, definite per decreto ministeriale;
3) Verificare se, durante la visita fisioterapica, è richiesta la visione della documentazione clinica esistente;
4) chiedere sempre il rilascio della ricevuta fiscale, in caso di libero professionista.

“Il fisioterapista ‘vero’ – spiega il presidente dell'Aifi, Antonio Bortone – è in possesso di una laurea triennale in fisioterapia conseguita solo presso l’Università. Per svolgere la professione, è necessaria la discussione della tesi e il superamento di una prova pratica, che sono l’esame di stato abilitante. I fisioterapisti sono poi obbligati all’aggiornamento previsto dal programma Ecm (Educazione Continua in Medicina) del Ministero della Salute. Per legge, possono esercitare la professione di fisioterapista anche coloro che hanno conseguito un titolo riconosciuto equipollente o equivalente purché prima del 1999. Ad indicare la necessità di rivolgersi al fisioterapista è di norma il medico di famiglia o lo specialista. Spetta poi al Fisioterapista – conclude Bortone – valutare i deficit funzionali della persona e su questi elabora, attua e verifica programmi di prevenzione, cura, recupero e riabilitazione di problematiche, congenite (cioè presenti dalla nascita) o acquisite, a livello motorio (ossa, muscoli, articolazioni), cardio-respiratorio, urologico, neurologico e cognitivo. Figuriamoci un operatore abusivo senza titoli, o con titoli non idonei, che guai può combinare”.

 

07 Settembre 2012

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