Fnopi incontra Bartolazzi: “Soluzioni per far fronte alla carenza di personale”. L’infermiere di famiglia nel Patto della Salute

Fnopi incontra Bartolazzi: “Soluzioni per far fronte alla carenza di personale”. L’infermiere di famiglia nel Patto della Salute

Fnopi incontra Bartolazzi: “Soluzioni per far fronte alla carenza di personale”. L’infermiere di famiglia nel Patto della Salute
Mangiacavalli (Presidente Fnopi): “indispensabile superare il blocco delle assunzioni in sanità”. Il Sottosegretario: “non vanno più considerate le esigenze di una singola categoria professionale, ma di tutti coloro i quali sono a diretto contatto con gli assistiti”. L’infermiere di famiglia, garantisce il Sottosegretario, nel nuovo Patto della Salute

Carenza di professionisti prima di tutto, già grave di per sé (si segnalano oltre 53mila infermieri in meno del necessario) e aggravata dagli effetti possibili di ‘Quota 100’ (almeno altri 22mila infermieri in meno a stretto giro) e gli effetti che questa avrà sull’accesso alle cure, all’assistenza e sulla tenuta del Servizio sanitario pubblico. Ma anche la valorizzazione delle competenze degli infermieri per una vera innovazione dei modelli organizzativi del sistema, necessari per il mutato quadro epidemiologico ormai affermato: aumento dell’età, ma anche delle cronicità, della non autosufficienza e dei bisogni di salute dei cittadini. Di questo si è parlato in un incontro tra Armando Bartolazzi, Sottosegretario al Ministero della Salute, con Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche e il portavoce della Federazione Tonino Aceti
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“Ho ascoltato con attenzione le valutazioni e le proposte della Federazione nazionale degli Ordini degli infermieri – ha affermato Bartolazzi incontrando Mangiacavalli e Aceti –  sulle priorità che non riguardano solo la loro professione, è vero, ma l’efficacia e la qualità dell’assistenza e non c’è dubbio che sarà necessaria un’opera di profondo restyling del sistema che consideri non più le esigenze di una singola categoria professionale, ma di tutti coloro i quali sono a diretto contatto con gli assistiti, a partire dalla garanzia della presenza di un numero adeguato di professionisti e facendo in modo che questi siano stati anche depositari di competenze di alto livello. Il più grande d’Italia con i suoi oltre 450mila iscritti che rappresentano oltre il 45% della forza lavoro sanitaria e nel servizio pubblico sono più del 40% dei professionisti dipendenti dal Ssn”.


 


Bartolazzi ha invitato la Federazione degli infermieri a sistematizzare i principali aspetti che ostacolano oggi la professione per lavorare assieme a soluzioni legislative e regolamentari condivise che abbiano da subito i loro effetti e valorizzino la professione infermieristica, perché attendere oltre significa mettere a rischio l’assistenza.

Tra gli argomenti più caldi che la Federazione ha messo sul tavolo del Sottosegretario e su cui si lavorerà in modo congiunto per trovare a breve soluzioni condivise, anche il problema della stabilizzazione degli infermieri delle cooperative e con lavoro interinale, ma soprattutto lo tsunami che si abbatterà sul Ssn tra le carenze legate da anni al blocco del turn-over e al taglio delle diponibilità per il personale calibrate sulla spesa 2004 meno l’1,4%, se non si adotteranno ora provvedimenti concreti per garantire da subito il rimpiazzo di tutti quelli che andranno più che lecitamente in pensione con quota 100, ma indeboliranno il sistema ai limiti della tenuta  e l’innesto di tutti i professionisti necessari a soddisfare il fabbisogno di assistenza della popolazione.

Sul territorio il primo tassello per far funzionare il sistema sarà la valorizzazione dell’infermiere di famiglia che verrà affrontata, ha garantito il Sottosegretario, a partire dal nuovo Patto per la salute.

“È assolutamente necessario che il Governo tutto si renda conto dell’indispensabilità di superare il blocco delle assunzioni in sanità che rappresenta una delle priorità che il Ministro della Salute e i suoi Sottosegretari stanno chiedendo – ha detto Mangiacavalli – per le nuove e necessarie politiche importanti, anzi essenziali per la sanità e la tenuta del sistema, non solo per i professionisti che ci lavorano, ma soprattutto per i cittadini e i pazienti che contano e hanno bisogno del nostro Servizio sanitario nazionale”.

“Una sanità dove la carenza di personale diventa una patologia del sistema – ha commentato Aceti – costringe i cittadini a trovare strade alternative al Ssn per soddisfare i loro bisogni di salute e questo si traduce in un pericolosissimo smantellamento del servizio sanitario pubblico che rappresenta oggi la vera garanzia che fa dell’Italia uno dei Paesi più longevi e sani del mondo”.

La Federazione degli infermieri su questi e altri temi che riguardano la professione, ma anche l’organizzazione del sistema, incontrerà il 21 marzo il ministro della Salute che ha convocato tutte le Federazioni degli Ordini presenti alla maxi-assemblea del 23 febbraio e, la settimana successiva, la Conferenza delle Regioni per avviare l’applicazione del protocollo d’intesa sottoscritto a dicembre.

Il protocollo è centrato su cinque temi analoghi a quelli sul tavolo del ministro della Salute: 1. sviluppo di nuovi modelli organizzativo-assistenziali e delle competenze esperte e specialistiche degli infermieri; 2. standard del personale infermieristico dei Servizi sanitari regionali anche in considerazione della riduzione degli organici per il blocco del turn over; 3. sviluppo professionale e di carriera, formazione e aggiornamento del personale infermieristico e sua formazione manageriale; 4. definizione del fabbisogno formativo degli infermieri e infermieri pediatrici; 5. avvio di percorsi per lo sviluppo del corpo docente universitario afferente ai settori scientifico-disciplinari dei corsi di laurea delle professioni sanitarie, anche per dare il via a una nuova formazione in cui sia naturale poter prevedere e veder nascere un nuovo infermiere specialista.

19 Marzo 2019

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