Foad Aodi (Omceo Roma): “Lanciamo #LaBuonaSaluteMigrantieRifugiati, i migranti non portano le malattie”

Foad Aodi (Omceo Roma): “Lanciamo #LaBuonaSaluteMigrantieRifugiati, i migranti non portano le malattie”

Foad Aodi (Omceo Roma): “Lanciamo #LaBuonaSaluteMigrantieRifugiati, i migranti non portano le malattie”
Da un convegno dell’Omceo romana è emerso un dato “su cui concorda l’Oms ovvero che i migranti non portano malattie, si ammalano bensì dopo il loro arrivo: per motivi di stress; sindrome ansiose depressive; calo delle difese immunitarie; per problemi di scarsa alimentazione e spesso, anche, per problematiche relative alle abitazioni in cui vivono”, così Aodi

L’11 maggio scorso si è svolto a Roma il convegno dell’Omceo Roma su ‘Flussi migratori, sulla salute e sulla Cooperazione internazionale”, organizzato dall’Area Rapporti con i Comuni e Affari Esteri dell'Omceo romano. 

In apertura del Convegno, insieme a Foad Aodi, Responsabile Scientifico del convegno, Consigliere Omceo di Roma e Coordinatore Area Rapporti con i Comuni e Affari Esteri, sono intervenuti anche i coordinatori delle tre commissioni interessate: F. Abenavoli (Commissione Solidarietà e Cooperazione internazionale); Fabio Valente (Commissione Comuni Uniti);  J. Abo Abbas e M.P. Baleanu (Commissione Medici di origine straniera e collaborazione inter professionale), i quali hanno illustrato le finalità e le attività proficue delle commissioni a favore di tutti compreso il dialogo interreligioso laico ed interculturale e il loro legame con la medicina dal momento che i medici appartengono alle varie culture e religioni (cristiani, musulmani, ebrei, ortodossi, copti).

Il primo messaggio emerso è che bisogna tutelare il Diritto alla Salute per tutti e non utilizzare termini discriminatori (con particolare riferimento alle discriminazioni per i “clandestini”) e curare ogni persona, aiutandola sia a casa loro, ma anche in Italia, senza far entrare la politica nella Sanità. Un manifesto,  questo riguardo, è stato lanciato: #LaBuonaSaluteMigrantieRifugiati.

I punti del manifesto
1) I migranti non portano malattie, ma si ammalano dopo il loro arrivo per vari problemi e per l'abbassamento delle difese immunitarie;

2) urge intensificare le comunicazioni e l'informazione per le cure e i servizi sanitari e l'accesso al Pronto soccorso senza paura anche per gli immigrati senza permesso di soggiorno;

3) combattere la circoncisione clandestina (35%) e andare avanti con la circoncisione preventiva concordata tra Ministero della salute, Amsi e Fnomceo;

4) urge un Decreto nazionale autorizzativo a favore della circoncisione con costi sociali in base al reddito a carico delle stesse famiglie;

5) intensificare e potenziare gli ambulatori Multietnici;

6) intensificare l’aggiornamento professionale per le patologie più emergenti;

7) risolvere le cause dell'immigrazione obbligatoria e la fuga dai conflitti (40%) e aiutarli a casa loro e in Italia;

8) combattere la violenza nei confronti delle donne, dei  bambini e rifugiati nei centri di detenzione;

9) combattere la paura e i pregiudizi nei confronti delle varie culture e migranti;

10) intensificare la collaborazione interprofessionale e interdisciplinare per tutelare la salute di tutti;

11) intensificare la telemedicina e l'insegnamento dei medici locali in particolare nei posti di conflitto per poter curare in loco senza l'obbligo di lasciare i loro Paesi di origine;

12) combattere le fughe dei cervelli;

13) promuovere campagne di integrazione mediatiche e le buone pratiche;

14) combattere i falsi miti e le fake news.

“Le nostre saranno una serie di Convegni dedicati, il secondo avverrà dopo l’estate. La finalità – spiega Foad Aodi a Quotidiano Sanità – è quella di analizzare le attualità riguardo la Sanità e la Cooperazione Internazionale, da questo primo incontro è emerso prima di tutto un dato su cui concorda l’Oms ovvero che i migranti non portano malattie, si ammalano bensì dopo il loro arrivo: per motivi di stress; sindrome ansiose depressive; calo delle difese immunitarie; per problemi di scarsa alimentazione e spesso, anche, per problematiche relative alle abitazioni in cui vivono (sovente umide, di fortuna, prese per spendere poco). Ma anche per il lavoro che spesso svolgono, come muratori o nei campi, incide pesantemente. Queste sono un insieme di concause che fanno ammalare i migranti, e anche i rifugiati. I quali spesso per paura del permesso di soggiorno non si rivolgono alle strutture sanitarie, in passato abbiamo visto ‘medici spie’ ma noi, fedeli al giuramento di Ippocrate, rifiutiamo questa logica”.

“Per quanto riguarda il Manifesto per la Buona Salute Migranti e Rifugiati – conclude Aodi -. Le partenze dei migranti dalla Libia non sono assolutamente diminuite, anzi. Ed è aumentato anche l’arrivo dei migranti in Libia che sono più di 6mila nei centri di detenzione in Libia, purtroppo ultimamente vengono coinvolti, specialmente i minorenni, nelle crisi e nei conflitti, questo anche in Libia, oltre che in Siria e in Iraq. Ma è anche aumentato il numero delle morti in mare, questo è grave e dovrebbe far allarmare”.

Le visite più frequenti dei migranti sono: visite ortopediche e fisiatriche (20%); visite ginecologiche e ostetriche (20%);  visite pediatriche (10%); visite cardiovascolari e metaboliche (15%); visite psichiatriche e consulti psicologici (10%); visite gastroenterologiche, pneumologiche e neurologiche (15%) e varie tra infettive , medicina generaĺe e d'urgenza e odontoiatriche (10%).

Lorenzo Proia

Lorenzo Proia

13 Maggio 2019

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