Giornata mondiale della fisioterapia, Fnofi: “Prevenzione, cura e riabilitazione siano un unico percorso”

Giornata mondiale della fisioterapia, Fnofi: “Prevenzione, cura e riabilitazione siano un unico percorso”

Giornata mondiale della fisioterapia, Fnofi: “Prevenzione, cura e riabilitazione siano un unico percorso”

In occasione della Giornata mondiale della fisioterapia, la Fnofi e l'Aifi hanno riunito al Ministero della Salute istituzioni, professionisti, società scientifiche e associazioni dei pazienti per discutere il ruolo della fisioterapia nella prevenzione, cura e riabilitazione delle malattie cardiovascolari e dell’ictus. 

Prevenzione, cura e riabilitazione devono essere parte di uno stesso percorso, nel quale la fisioterapia riveste un ruolo centrale per la salute delle persone e per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. È il messaggio emerso al Ministero della Salute in occasione della Giornata mondiale della fisioterapia, celebrata dalla Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Sanitaria di Fisioterapista, FNOFI, con la tavola rotonda “Il ruolo cruciale della fisioterapia nella prevenzione, nella cura e nella riabilitazione delle malattie cardiovascolari e dell’ictus”, organizzata in collaborazione con l’Associazione Italiana di Fisioterapia, AIFI.

L’incontro, ospitato nell’Auditorium Cosimo Piccinno del Ministero della Salute, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo sanitario e scientifico, delle professioni e delle associazioni dei pazienti, mettendo a confronto esperienze e competenze sul contributo che la fisioterapia può offrire nella prevenzione delle patologie cardiovascolari e nei percorsi di cura e riabilitazione delle persone colpite da ictus.

Gemmato: “Valorizzare il fisioterapista per rafforzare il SSN”

Ad aprire i lavori sono stati i saluti del ministro della Salute Orazio Schillaci e della ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli. È intervenuto al dibattito anche il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, che ha sottolineato il ruolo della professione nella tenuta del sistema sanitario pubblico.

“L’impegno del Governo è quello di valorizzare sempre più la figura del fisioterapista che, all’interno di un approccio multidisciplinare, ha un ruolo fondamentale anche per garantire la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale”, ha dichiarato Gemmato.

Per il sottosegretario, prevenzione, cura e riabilitazione sono “pilastri imprescindibili” per rafforzare il SSN. In una popolazione che invecchia, molte patologie possono avere un decorso e un impatto diversi se affrontate con una presa in carico riabilitativa tempestiva ed efficace. È il caso dell’ictus che, con circa 90mila ricoveri l’anno, incide in modo significativo sul sistema sanitario. Una riabilitazione qualificata, ha evidenziato Gemmato, può ridurre l’impatto della fase post-ictus, migliorare la qualità della vita dei pazienti e ridurre l’impatto sulle casse dello Stato.

Ferrante: “La fisioterapia comincia prima della malattia”

Al centro dell’incontro il ruolo della fisioterapia lungo l’intero percorso di salute: dalla prevenzione alla presa in carico della persona, fino alla riabilitazione e al recupero dell’autonomia.

“La fisioterapia non interviene soltanto dopo che la malattia ha prodotto i suoi effetti. Il nostro contributo comincia prima, nella prevenzione, prosegue nella fase di cura e diventa determinante nella riabilitazione”, ha sottolineato Piero Ferrante, presidente della FNOFI.

Di fronte alle malattie cardiovascolari e all’ictus, ha aggiunto, occorre costruire percorsi in cui le diverse competenze lavorino insieme e nei quali la persona venga accompagnata in tutte le fasi. “Il fisioterapista ha le competenze per essere parte attiva di questo modello, non come figura isolata ma all’interno di un’équipe multiprofessionale”.

Invecchiamento e cronicità, la sfida della riabilitazione

Per Ferrante, la sfida riguarda anche la capacità del sistema sanitario di rispondere ai cambiamenti demografici e all’aumento delle cronicità.

“Viviamo più a lungo e questo è un risultato straordinario, ma dobbiamo fare in modo che gli anni guadagnati siano anni vissuti con la maggiore autonomia e qualità di vita possibile”, ha affermato.

Investire sulla prevenzione e sulla riabilitazione significa intervenire sulla salute delle persone, ma anche contribuire alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. Una riabilitazione appropriata e tempestiva può infatti ridurre le conseguenze della malattia, limitare la disabilità e favorire il ritorno alla vita familiare, sociale e, quando possibile, lavorativa.

Il protocollo FNOFI-A.L.I.Ce. Italia sull’ictus

Nel corso della giornata è stato richiamato anche il Protocollo d’intesa sottoscritto tra FNOFI e A.L.I.Ce. Italia ODV – Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale.

L’accordo punta a rafforzare la collaborazione tra professionisti e associazioni dei pazienti sui temi della prevenzione, della formazione, della ricerca e della riabilitazione dopo l’ictus. Al centro, la persona e la necessità di percorsi riabilitativi appropriati, tempestivi e costruiti sulla base dei bisogni individuali.

“Come Delegata FNOFI ai rapporti con le associazioni, sottolineo il valore del Protocollo con A.L.I.Ce. Italia ODV: una collaborazione che unisce professionisti e pazienti per promuovere formazione, ricerca e percorsi riabilitativi mirati nell’ictus”, ha dichiarato Annamaria Roversi, delegata FNOFI ai rapporti con le associazioni. L’obiettivo è garantire interventi precoci, coinvolgimento attivo dei pazienti e diffusione delle migliori pratiche, per sostenere autonomia, qualità della vita e reinserimento dopo l’ictus.

Vianello: “Nel post-ictus la riabilitazione è parte integrante della cura”

Sul valore della riabilitazione dopo l’ictus è intervenuto anche Andrea Vianello, presidente di A.L.I.Ce. Italia ODV.

“Nel post-ictus la riabilitazione è parte integrante della cura e può fare la differenza nel recupero dell’autonomia”, ha sottolineato.

Per Vianello è fondamentale rivolgersi a fisioterapisti con una specifica formazione e competenza in ambito neurologico, in grado di costruire percorsi riabilitativi personalizzati e continuativi, nei quali il fisioterapista abbia un ruolo centrale all’interno di un’équipe multidisciplinare.

Verso un modello di assistenza integrato

Il confronto ha coinvolto rappresentanti delle istituzioni, dirigenti del Ministero della Salute, professionisti, società scientifiche e associazioni, con l’obiettivo di rafforzare un modello di assistenza nel quale prevenzione e riabilitazione abbiano un peso sempre maggiore e le diverse competenze sanitarie possano concorrere, ciascuna nel proprio ambito, alla presa in carico della persona.

La Giornata mondiale della fisioterapia rappresenta ogni anno un’occasione per richiamare l’attenzione sul contributo dei fisioterapisti alla salute dei cittadini. Un ruolo che, di fronte all’invecchiamento della popolazione, alla crescita delle patologie croniche e all’impatto delle malattie cardiovascolari e cerebrovascolari, assume un peso sempre più rilevante anche nell’organizzazione e nella sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.

08 Settembre 2026

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