Gli osteopati cambiano strategia. “Facciamo come in Europa: fare sistema con gli altri professionisti sanitari. Compresi i fisioterapisti” 

Gli osteopati cambiano strategia. “Facciamo come in Europa: fare sistema con gli altri professionisti sanitari. Compresi i fisioterapisti” 

Gli osteopati cambiano strategia. “Facciamo come in Europa: fare sistema con gli altri professionisti sanitari. Compresi i fisioterapisti” 
Questa la via per ottenere quel riconoscimento istituzionale inseguito da alemno 15 anni. La proposta è del Comitato per il Riconoscimento dell’Osteopatia: " Un nostro errore come categoria sta sicuramente nella scarsa comunicazione con i professionisti sanitari già esistenti. È con loro che bisogna fare sistema così come accade nel resto d’Europa in cui l’osteopata coesiste con le altre Professioni Sanitarie".

Continua la “battaglia” per il riconoscimento nazionale dell’Osteopatia. A tal fine il CRO-Comitato per il Riconoscimento dell’Osteopatia ha stilato la programmazione per i prossimi quattro anni, che rappresenta un documento “politico” con progetti ed iniziative per la regolamentazione della professione osteopatica in Italia.
 
“Da oltre quindici anni i tentativi di regolamentazione dell’osteopatia vivono di grande scarsezza di credibilità e di risultati, dal momento che gli impegni presi dalle associazioni di categoria sono sempre stati sistematicamente disattesi dalla politica e dalle istituzioni – afferma Francesco Scolaro, presidente CRO -. Un nostro errore come categoria sta sicuramente nella scarsa comunicazione con i professionisti sanitari già esistenti. È con loro che bisogna fare sistema così come accade nel resto d’Europa in cui l’osteopata coesiste con le altre Professioni Sanitarie, anche con i fisioterapisti. Uno infatti degli impegni da prendere è quello di superare le ostilità e trovare con i fisioterapisti e le altre Professioni Sanitarie un’alleanza forte per collaborare in sinergia”.
 
Un altro passo importante è quello di costruire un’opera di sensibilizzazione verso la Politica per portare le istituzioni ad una concreta ed approfondita conoscenza delle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in tema di Medicine Tradizionali e Complementari, indicazioni che il nostro paese, in quanto membro della stessa, sarebbe tenuto ad applicare.
 
“Secondo l’inquadramento ricorrente dell’OMS, l’osteopatia è a tutti gli effetti una medicina olistica classificata fra le Medicine Complementari (come la chiropratica e la naturopatia) – prosegue il presidente Scolaro – e come tale la stessa OMS ne incentiva l’inserimento e la regolamentazione all’interno dei Servizi Sanitari Nazionali”, ma in Italia all’attività dell’osteopata non può essere attribuita la qualità di professione sanitaria convenzionale.
 
“Per fare ciò necessita una Legge Ordinaria dello Stato che riconosca le Medicine Complementari, così come avvenuto in Portogallo ultimo paese europeo in ordine cronologico ad aver regolamentato l’osteopatia. Tale passaggio è obbligatorio nel nostro paese in quanto altri strumenti legislativi non permettono in questo momento di inserire l’osteopatia nelle aree del Servizio Sanitario Nazionale esistenti. ” – dichiara Giovanni Bonfanti vice presidente del CRO-. Un percorso che richiederà ancora molto lavoro e molto tempo per realizzarlo, ma riteniamo sia necessario che la comunità osteopatica si unisca superando i pregiudizi ideologici ed assumendo un impegno serio e concreto”.
 
“Costruire un fronte comune e compatto con le altre Medicine Complementari e avviare un dialogo con le Professioni Sanitarie già esistenti è il passo necessario per evitare di sovrapporsi nelle competenze e per lavorare in sinergia”, conclude il vice presidente CRO Bonfanti.
 

05 Febbraio 2016

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