I medici dello Smi si vogliono “alleare” con i Sindaci: “Siamo le sentinelle dello stato di salute dei servizi per i cittadini”

I medici dello Smi si vogliono “alleare” con i Sindaci: “Siamo le sentinelle dello stato di salute dei servizi per i cittadini”

I medici dello Smi si vogliono “alleare” con i Sindaci: “Siamo le sentinelle dello stato di salute dei servizi per i cittadini”
La segretaria del sindacata Pina Onotri ha incontrato il presidente dell'Anci Ancotnio Decaro. Dal sindacato una priorità: "I sindaci siano promotori di una vertenza nazionale per la sicurezza. Troppe le aggressioni ai medici". Altra sfida presentata è quella di avviare una "massiccia iniziativa politica in vista delle elezioni generali, una lunga campagna nella quale la sanità può e deve avere un ruolo centrale".

Oggi nella tarda mattinata il segretario generale del Sindacato dei Medici Italiani-Smi, Pina Onotri, è stata ricevuta dal presidente dell'Anci, Antonio Decaro. Consegnato un documento di proposte. Alla fine dell'incontro, la dirigente dello Smi ha espresso "grande soddisfazione per la sensibilità mostrata dall'Anci, che prosegue un percorso di confronto già collaudato in occasione della battaglia di cittadini e medici contro la proposta di smantellamento della guardia medica, il cosiddetto modello H16. Ora, momentaneamente, messa in soffitta".
 
"I medici – ha continuato Onotri – sono le sentinelle dello stato di salute dei cittadini, ebbene i comuni, i sindaci, hanno la stessa funzione per il buon funzionamento delle istituzioni pubbliche, dei servizi, per lo stesso stato di salute della democrazia. Per questa ragione, crediamo importante e urgente che le rappresentanze sindacali e istituzionali dei medici insieme a quelle degli enti locali, mantengano un dialogo permanente per analizzare le criticità che colpiscono il nostro SSN e per avanzare proposte per modernizzare e potenziare la sanità pubblica nei territori".
 
"Dal presidente Decaro – ha concluso – anche oggi abbiamo avuto grande attenzione. Siamo certi che questo sarà un ulteriore passo di un percorso comune: la prima priorità è avere i sindaci a nostro fianco nella battaglia contro le aggressioni ai medici e per la messa in sicurezza dei nostri ambulatori e ospedali"

Una prima grande sfida presentata nel documento è quella di avviare una massiccia iniziativa politica in vista delle elezioni generali, una lunga campagna nella quale la sanità può e deve avere un ruolo centrale.
 
La premessa è superare le fughe in avanti di molte regioni, ridando centralità alle sollecitazioni dei Comuni, in un quadro nazionale chiaro, definito dal ministero della salute, che ridia centralità al diritto alla salute, al principio di universalità e di uguaglianza, sanciti dalla Costituzione.
 
"Vogliamo che i Comuni siano la spinta propulsiva di una grande riforma delle cure primarie, dell'emergenza-urgenza, del territorio e dell'ospedalità.
 
Un nuovo ed efficace sistema, con al centro il cittadino e con una organizzazione dei servizi sottratta alla mala politica e riaffidata ai medici.
 
Ma intanto all'Anci avanziamo una iniziativa da prendere con urgenza, una priorità, lanciare una:
Vertenza nazionale per la sicurezza per i medici dirigenti e convenzionati. Cresce preoccupantemente, infatti, il numero di aggressioni ai medici, soprattutto nelle sedi di guardia medica, nel Pronto Soccorso, nel 118, ma anche nelle stesse corsie di ospedali. Servono strutture adeguate per ospitare gli ambulatori, con protocolli di controllo efficaci. Chiediamo che i Comuni affianchino i medici affinché si apra un tavolo ministeriale che preveda risorse adeguate per la messa in sicurezza dei professionisti che operano nel SSN, e con essi, lo stesso diritto dei cittadini ad essere assistiti degnamente
 
Riassumendo come Smi insisteremo su cinque parole d'ordine, che possono vedere fianco a fianco medici ed enti locali:
1) alleanza medici e cittadini per modernizzare la sanità pubblica, per una assistenza basata sulla medicina di iniziativa, senza rigidi schemi organizzativi, per rispondere adeguatamente alla mutata domanda di salute, principalmente, invecchiamento della popolazione e cronicità;
2) Centralità del medico per una nuova e grande riforma del settore: riorganizzazione delle cure primarie, dell'emergenza, della specialistica ambulatoriale e della continuità assistenziale. Stabilizzazioni, assunzioni, sblocco del turn over.
3) Risorse, perché con fondi adeguati, la spesa in sanità è un investimento produttivo che produce ricchezza in termini di salute e di occupazione. Basta con i tagli lineari: non danno risparmi ma solo compressione di diritti e depotenziamento dell'organizzazione e della qualità dei servizi.
4) Difesa della ricchezza e peculiarità della medicina generale e del territorio dagli assalti delle aziende e delle regioni, per quanto riguarda l'imposizione di modelli organizzativi inefficaci e burocratici. Difesa delle postazioni di continuità assistenziale h24, contro i modelli h16.
5) Potenziamento del 118, contro le esternalizzazioni e la demedicalizzazione".

31 Marzo 2017

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