Ictus cerebrale  Urbino (Simeup): “Riguarda anche i bambini, fondamentali i Protocolli per gestione urgenza”

Ictus cerebrale  Urbino (Simeup): “Riguarda anche i bambini, fondamentali i Protocolli per gestione urgenza”

Ictus cerebrale  Urbino (Simeup): “Riguarda anche i bambini, fondamentali i Protocolli per gestione urgenza”
L’ictus cerebrale costituisce una causa di morte anche in età pediatrica. Eppure per anni è stata una patologia poco conosciuta e riferita tipicamente al mondo dell’adulto. Se ne è discusso  al 10° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina d’Emergenza e Urgenza Pediatrica. Presentati i percorsi ad oggi attuati in Italia e delineate le progettualità future. 

Ictus celebrale: attenzione anche ai bambini. Lo stroke può essere dovuto a un’occlusione improvvisa, dovuta a un embolo o trombo, di un’arteria o di una vena, oppure alla rottura di un vaso sanguigno. Quanto all’assistenza, “non ci sono sempre comportamenti omogenei nell’approccio diagnostico-terapeutico allo stroke in età pediatrica – spiega Antonio Urbino, Presidente Nazionale della SIMEUP -. La gestione in urgenza deve iniziare dai sintomi e l’infarto cerebrale va sempre sospettato in caso di sintomatologia neurologica acuta insorta senza preavviso, di fronte ad un’alterazione della coscienza o ad una prima crisi epilettica”. Nella maggior parte dei casi (circa l’85%), l’ictus è provocato da ischemia (infarto cerebrale). Le emorragie rappresentano il restante 15% circa e si distinguono in emorragie cerebrali che incidono per il 10% di tutti gli ictus, ed emorragie subaracnoidee che riguardano il 5 % dei casi.
 
“Difficilmente la diagnosi per distinguere tra ictus ischemico ed emorragico può essere eseguita attraverso i soli dati clinici-anamnestici – dichiara Antonella Palmieri, Dirigente medico UOC del Pronto soccorso Medicina d’Urgenza Pediatica dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova -, ecco perché il supporto della tecnica per mezzo delle indagini strumentali eseguite con la tomografia assiale computerizzata (TAC) o con la risonanza magnetica nucleare (RMN) si rivela fondamentale. Ma altrettanto fondamentale è saper riconoscere i sintomi di un ictus da parte di personale formato in modo da intervenire tempestivamente. Per questo uno strumento fondamentale è costituito dai Protocolli in Pediatria d’Urgenza”.
 
I fattori di rischio dell’infarto cerebrale in età pediatrica differiscono significativamente da quelli dell’adulto, nel quale sono soprattutto legati alla malattia aterosclerotica e cardioembolica. Sono stati individuati nel bambino oltre 100 fra fattori di rischio e cause di stroke; i più frequenti sono le cardiopatie, le vasculopatie, i disordini ematologici e le infezioni (es. varicella). “Nella gestione dello stroke in età pediatirca – prosegue Urbino – è fondamentale fare rete, ovvero realizzare una sinergia ospedale-territorio e sensibilizzare tutti gli attori variamente coinvolti nella presa in carico del paziente. Occorre omogenizzare i comportamenti e in tal senso il Registro Italiano Trombosi Infantili (RITI) è uno strumento indispensabile. L’auspicio è che tale registri vengano realizzati anche a carattere regionale e vengano tra loro collegati. In questo percorso di condivisione, proprio in emergenza/urgenza in particolare, – conclude il Presidente nazionale della SIMEUP –  anche la presenza di Protocolli aggiornati multidisciplinari in cui il pediatra d’urgenza è il punto focale, sia per cultura sia per competenza, diviene quanto mai fondamentale”.

30 Marzo 2014

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