Il 25 settembre ambulatori specializzati convenzionati chiusi per protesta: “Senza interventi del governo sarà rischio fallimento”

Il 25 settembre ambulatori specializzati convenzionati chiusi per protesta: “Senza interventi del governo sarà rischio fallimento”

Il 25 settembre ambulatori specializzati convenzionati chiusi per protesta: “Senza interventi del governo sarà rischio fallimento”
Le richieste che vengono avanzate al Governo sono: pari dignità ed essere riconosciuti come “presidi sanitari territoriali”; la sospensione del D.L. “Concorrenza”; la definizione del nuovo Nomenclatore Tariffario; la tutela della dignità della Dirigenza Medica e Sanitaria rispettando le rispettive competenze professionali; il rispetto della legge dei percorsi autorizzativi e di accreditamento da parte di tutti gli attori.

Domani, mercoledì 25 settembre 2024, gli ambulatori specializzati convenzionati rimarranno chiusi perché saranno a Roma a portare al Governo il “grido di dolore” degli operatori del settore poiché, se non interverranno modifiche sostanziali, rischieranno il fallimento con la perdita di migliaia di posti di lavoro.

A Roma ci sarà anche il Cimest (Coordinamento Intersindacale Medicina Specialistica di Territorio) i cui vertici rappresentati dal presidente Salvatore Calvaruso e dai coordinatori Domenico Garbo e Salvatore Gibiino dichiarano: “Noi manifestiamo per un servizio sanitario territoriale che garantisca la Salute in maniera Egualitaria ed Universale. Le nostre strutture rischiano di subire danni irreparabili fino alla chiusura con i conseguenti licenziamenti e in più il dissesto di tutta l’economia dell’indotto. La scomparsa delle nostre strutture provocherebbe un vulnus del diritto alla salute garantito dalla Costituzione perché non sarebbe più realmente esigibile. Le cure sanitarie non devono essere un lusso, oramai quasi nessuna priorità impostata viene rispettata creando certamente l’allungamento inesorabile delle liste d’attesa con notevoli ritardi nell’erogazione delle visite e conseguentemente le diagnosi e le terapie. Il malato è costretto o a pagarsi le prestazioni o si rivolge ai dipartimenti d’Urgenza intasando i pronto soccorsi”.

Le richieste che vengono avanzate al Governo sono: pari dignità ed essere riconosciuti come “presidi sanitari territoriali”; la sospensione del D.L. “Concorrenza” in quanto non va applicato secondo la direttiva europea “Bolkestein”; la definizione del nuovo Nomenclatore Tariffario con tariffe che riflettano i costi reali dei servizi offerti, che permettano di investire in innovazione, nuove tecnologie, risorse umane al fine di rendere il referto sempre più affidabile ed informativo, rispondente a criteri di qualità, di tracciabilità, nel segno della prossimità, della risposta efficace ed efficiente al bisogno di salute; la tutela della dignità della Dirigenza Medica e Sanitaria rispettando le rispettive competenze professionali; il rispetto della legge dei percorsi autorizzativi e di accreditamento da parte di tutti gli attori, affinché venga garantita in maniera univoca e trasparente la qualità del servizio nell’interesse prioritario del Paziente ed infine il ridimensionamento delle prestazioni che di recente vengono eseguite in farmacia quali elettrocardiogrammi, holter, spirometria, fisioterapia, prelievi di sangue ecc.; prestazioni di esclusiva competenza medica.

Concludono Salvatore Calvaruso, Domenico Garbo e Salvatore Gibiino: “La specialistica territoriale sottofinanziataobbligherà i pazienti a pagarsi le prestazioni con il rischio di intasare maggiormente ospedali e pronto soccorsi”

24 Settembre 2024

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