Impennata di decessi per infezioni ospedaliere. Bartoletti (Omceo Roma): “Campanello di allarme su carenze organizzative”

Impennata di decessi per infezioni ospedaliere. Bartoletti (Omceo Roma): “Campanello di allarme su carenze organizzative”

Impennata di decessi per infezioni ospedaliere. Bartoletti (Omceo Roma): “Campanello di allarme su carenze organizzative”
Il dato contenuto nel nuovo Rapporto Osservasalute, che conta 49.301 morti per infezione ospedaliera nel 2016 contro i 18.668 morti del 2003, per il vice presidente Omceo Roma “non va archiviato come effetto collaterale  fisiologico connesso al ricovero” poiché “la causa principale di questa piaga è con tutta evidenza  marcatamente , se non esclusivamente , organizzativa, logistica e strutturale”.

“L’impennata  delle infezioni ospedaliere, ormai causa di quasi 50 mila decessi ogni anno,  è un campanello d’allarme grave   che  non va archiviato come effetto collaterale  fisiologico connesso al ricovero.  Semplicemente perché non è cosi, siamo di fronte ad una emergenza gravissima”. Così il vice presidente Omceo Roma Pier Luigi Bartoletti commenta, in una nota, i dati del Rapporto Osservasalute recentemente presentato a Roma.

Per Bartoletti “passare in pochi anni dai  18.668 morti  del 2003 ai 49.301 del 2016 come denuncia il  rapporto OsservaSalute del 15/5/19, segnala che  il problema ha ormai assunto  dimensioni  tali da non poter essere ignorato o sottovalutato come spesso accade.  I medici di ospedali grandi e piccoli conoscono la vastità del fenomeno ma sono quasi sempre lasciati soli ad affrontarlo fidando  nei miracoli, ormai sempre più ridotti,  degli antibiotici e delle misure di profilassi.  Armi efficaci, anzi salvavita,  ma che stanno perdendo sempre più terreno  poiché la causa principale di questa piaga che colpisce soprattutto gli anziani over  75, è con tutta evidenza  marcatamente , se non esclusivamente , organizzativa, logistica e strutturale”.

Dunque, osserva il vicepresidente Omceo Roma, “l’urgenza sta nella necessità  di  costruire un muro  di misure adeguate  e utili a ridurre  le proporzioni del  fenomeno. Le soluzioni da intraprendere  richiedono certo una  ancora più puntuale appropriatezza clinica, ovvero la corretta prescrizione ed assunzione di antibiotici, l’adozione di  più rigidi protocolli di misure di sicurezza come il lavaggio delle mani, ma soprattutto quel che serve è una  diversa e più efficace  appropriatezza organizzativa, ovvero l’adozione da parte delle Aziende Sanitarie di procedure, in coerenza con il Dlgs 231/2001. Finché, per esempio, i pazienti ed in particolare quelli anziani sosteranno troppo a lungo nei grandi ambienti dei pronto soccorso,  sarà oggettivamente difficile , contenere la diffusione di queste infezioni,  e lo sarà ancor di più se i reparti destinati ad ospitare i pazienti nel momento di maggiore fragilità, come rianimazione  o terapie intensive, sono  ospitati  in  locali non adeguati e  ben protetti come spesso accade magari in fase di lavori di ristrutturazione  edilizia”.

Bartoletti sostiene ancora che “il problema della vetustà di molte grandi strutture Ospedaliere pubbliche, soprattutto nel Centro Sud, con logiche architettoniche dell’inizio del 900 o degli anni 60, dove i problemi di salute erano altri, rende difficile per non dire in alcuni casi impossibile, garantire livelli di sicurezza come nelle  strutture ospedaliere progettate e costruite in epoca recente”.

E “la carenza di personale ed i tagli imposti da logiche di bilancio con stringenti obiettivi per i manager della sanità pubblica, non aiutano nell’innalzare i livelli di sicurezza. Di fronte a questi dati occorre constatare, con amarezza , che gli strumenti normativi esistenti , – procedure di risk management ed i protocolli clinici implementati – evidentemente non bastano. La parte medica fa il suo, ma se a cio’ non corrisponde una revisione profonda dell’assetto organizzativo, c’è poco da sperare in un miglioramento.  Ma l’allarme ormai è rosso e non c’è più tempo da perdere”, conclude Bartoletti.

17 Maggio 2019

© Riproduzione riservata

Fials chiede un incontro urgente al governo: “Legge di Bilancio garantisca risorse e dignità agli infermieri”
Fials chiede un incontro urgente al governo: “Legge di Bilancio garantisca risorse e dignità agli infermieri”

La crisi del Servizio sanitario nazionale "non si affronta con le dichiarazioni di principio, ma con scelte politiche concrete, risorse adeguate e il riconoscimento effettivo del valore di chi lavora...

Terapia antitrombotica nel paziente fragile: come bilanciare rischi e benefici nell’Intelligence Review di QS Pro Gold 
Terapia antitrombotica nel paziente fragile: come bilanciare rischi e benefici nell’Intelligence Review di QS Pro Gold 

Nei pazienti fragili, la gestione della terapia antitrombotica richiede un equilibrio tra la prevenzione degli eventi tromboembolici e il rischio di sanguinamento. Età avanzata, comorbilità e condizioni cliniche complesse rendono...

Chirurgia robotica. La Sic ad Agenas: “Le raccomandazioni la escludono da 15 procedure su 21. Rischiamo di tornare indietro di vent’anni”
Chirurgia robotica. La Sic ad Agenas: “Le raccomandazioni la escludono da 15 procedure su 21. Rischiamo di tornare indietro di vent’anni”

I paletti che da aprile limitano la chirurgia robotica non si muovono ancora: l’Agenas che ha emanato le nuove raccomandazioni, non considerando o escludendo dal campo di applicazione della robotica...

Riforma sanità territoriale, “senza gli specialisti ambulatoriali rischia di fallire”. Le riflessioni al Congresso Sumai
Riforma sanità territoriale, “senza gli specialisti ambulatoriali rischia di fallire”. Le riflessioni al Congresso Sumai

Non solo strutture e strumenti, ma professionisti coinvolti nella programmazione, nell’organizzazione e nella gestione dei percorsi di cura: è su questo terreno che si gioca l’attuazione della riforma della sanità...