Infermieri: “I medici non si fidano di noi, anche quando abbiamo ragione”

Infermieri: “I medici non si fidano di noi, anche quando abbiamo ragione”

Infermieri: “I medici non si fidano di noi, anche quando abbiamo ragione”
Resta forte il preconcetto sulle capacità e conoscenze professionali degli infermieri da parte dei medici italiani. A dirlo sono questi ultimi, in un sondaggio dal quale emerge che in moltissimi casi il medico compie scelte inappropriate pur essendo stato avvertito dell'errore.

 
Resta difficile il rapporto tra medici e infermieri. Questi ultimi, infatti, sono convinti che molti medici facciano ancora fatica a prendere atto dei notevoli progressi compiuti dalla classe infermieristica italiana in termini di professionalizzazione. E questo provoca non solo frustrazione, ma anche il rischio che la collaborazione degli infermieri nel prevenire o evitare errori nella gestione dei pazienti venga disincentivata, con esiti potenzialmente tragici.
È il quadro che emerge da un sondaggio realizzato online dalla community Infermieri24 e al quale hanno risposto 1.500 infermieri, dal quale traspare una realtà della vita in corsia caratterizzata da un atteggiamento preconcetto dei medici nei confronti degli infermieri, pur in un contesto di buona collaborazione tra le due figure professionali. 
 
Ma a parlare non sono solo i numeri del sondaggio online. Questa sensazione è infatti condivisa anche dal presidente del Collegio Ipasvi di Varese, Aurelio Filippini, secondo il quale “il questionario è veramente rappresentativo della situazione italiana". "Quando il rapporto tra figure sanitarie non si basa sulla professionalità ma sul pregiudizio – ha detto – allora le competenze ed i pareri degli infermieri non vengono presi in considerazione, pregiudicando così il risultato finale. Condivido il desiderio e la necessità dei professionisti di vedersi maggiormente riconosciuti”. Perché ciò avvenga, secondo Filippini, “sarà necessario ancora uno sforzo da parte degli infermieri, e l’alleanza con il cittadino di cui dobbiamo seguire l’intero percorso sarà l’arma vincente. La corsa al tecnicismo non deve prescindere dalla gestione del processo assistenziale, correremmo altrimenti il rischio di assomigliare troppo alla figura medica, che nella grande specificità ha, in alcuni casi, perso di vista l’insieme della persona”.

Ecco, nel dettaglio, il quadro che emerge dai risultati del sondaggio. Il 63% degli infermieri afferma che nell’ambiente in cui lavora il rapporto tra i diversi operatori sanitari sia di buona collaborazione. In particolare, per il 68% ritiene il rapporto con il personale medico è collaborativo. Tuttavia, il 55% degli infermieri percepisce di essere considerato come direttamente dipendente dai medici e il 60% afferma che le sue competenze professionali non sono sfruttate al meglio dal personale medico con cui collabora. Inoltre, il 52% degl infermieri lamenta che le sue attività professionali ed esigenze non sono sostenute né appoggiate dai medici. Il 54% degli infermieri afferma che il medico non gli comunica in modo adeguato le informazioni necessarie per la corretta gestione dei pazienti e l’89% dichiara di avere vissuto situazioni in cui si è trovato in disaccordo con il parere del medico riguardo alla gestione del paziente. Per il 79% degli infermieri, il medico ha qualche volta anche compiuto scelte non appropriate ignorando il loro parere.

11 Aprile 2012

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