Infermieri in fuga dalle Case di riposo? Gregori (Nursind Vicenza): “La soluzione è un contratto unico e indipendente dal luogo in cui si lavora”

Infermieri in fuga dalle Case di riposo? Gregori (Nursind Vicenza): “La soluzione è un contratto unico e indipendente dal luogo in cui si lavora”

Infermieri in fuga dalle Case di riposo? Gregori (Nursind Vicenza): “La soluzione è un contratto unico e indipendente dal luogo in cui si lavora”
Il sindacato interviene sull'allarme lanciato dall’Unione regionale istituti per anziani del Veneto, preoccupata che il nuovo progetto sull’infermiere di famiglia possa provocare una fuga di infermieri dalle case di riposo verso il Ssn. Per il Nursind la soluzione può essere risolta solo con “un contratto unico delle professioni infermieristiche, che veda uguali livelli retribuitivi, modernizzazione delle indennità e sviluppi di carriera omogenei nelle diverse realtà in cui il professionista svolge le proprie funzioni”.

La situazione delle Case di riposo, già a corto di personale, rischia di precipitare a causa del progetto nazionale centrato sull’infermieri di famiglia. È questo l’allarme lanciato nei giorni scorsi da Uripa, l’Unione regionale istituti per anziani del Veneto, secondo la quale le case di riposo rischiano di perdere il 25% del proprio personale infermieristico lasciando, di conseguenza, moltissimi anziani privi di assistenza qualificata. Un timore non ingiustificato per il Nursind di Vicenza, che evidenzia come il problema non risieda però nel progetto dell’infermieri di famiglia quanto nelle ataviche criticità connesse alle condizioni di lavoro degli inermieri.

“Il timore dell’Uripa – spiega in una nota il segretario provinciale del Nursind di Vicenza, Andrea Gregori – è un tema su cui si è recentemente espressa, manifestando preoccupazione, anche l’assessore alla Sanità ed al Sociale della Regione del Veneto, Manuela Lanzarin. Niente di nuovo sotto al sole… L’emergenza Covid-19 non ha fatto altro che far emergere, in tutta la sua drammaticità, la situazione esistente da lunga data”. Infatti, spiega il Nursind Vicenza, la necessità di collocare infermieri negli ospedali in questi mesi ha fatto scorrere velocemente le graduatorie, determinando l’abbandono delle strutture da parte del personale in favore dell’ospedale.

“L’istituzione dell’infermiere di famiglia potrebbe accentuare questa crisi – sottolinea Gregori – e rendere difficile la gestione sanitaria delle strutture residenziali. Occorre mettersi nell’ordine delle idee che non è possibile negare agli infermieri il diritto alla crescita professionale. Ci troviamo di fronte, ancora una volta, ad un retaggio culturale da superare con una nuova modalità organizzativa e contrattuale”.

Il problema, per il Nursind, ricade sul contratto di categoria, “inadeguato rispetto alle mansioni ed ai tempi che viviamo”. “L’inquadramento contrattuale degli infermieri in comparti generici, quale il comparto degli Enti locali e della Sanità – aggiunge Gregori – è una modalità di regolamentazione del rapporto di lavoro del tutto inappropriata ed inefficace per il sistema. Il dibattito di questi giorni è l’uscita dal comparto dei professionisti della salute, figuriamoci se un infermiere inquadrato in un contratto degli enti locali possa esprimere appieno le proprie potenzialità”.

La situazione, per Gregori, può essere risolta “solo con un contratto unico delle professioni infermieristiche, che veda uguali livelli retribuitivi, modernizzazione delle indennità e sviluppi di carriera omogenei nelle diverse realtà in cui il professionista svolge le proprie funzioni”.

“L’emergenza Covid-19 ha fatto emergere le incongruenze ed inadempienze dei vari sistemi contrattuali. La nostra proposta – conclude Gregori -, che rivolgiamo interpellando anche le istituzioni che rappresentano gli interessi dei cittadini, quali Regione ed Associazioni di categoria, è di collaborare alla stesura di un nuovo progetto, in cui gli infermieri ritornino protagonisti dell’assistenza in tutti i settori in cui sono impiegati. Tendiamo una mano, quindi, anche al presidente regionale di Uripa, Roberto Volpe, che indubbiamente potrà contribuire nella realizzazione di questo obiettivo”.

23 Giugno 2020

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