L’Anaao al Ministro Manfredi: “Servono specialisti, non medici”

L’Anaao al Ministro Manfredi: “Servono specialisti, non medici”

L’Anaao al Ministro Manfredi: “Servono specialisti, non medici”
Recentemente il Ministro dell’Università e Ricerca, ha proposto di incrementare gli ingressi al corso di laurea in Medicina e Chirurgia portandoli a 15.000 all’anno. Ma così dall’ “imbuto formativo” passeremo ad un “imbuto lavorativo”, una condizione che abbiamo già vissuto tra il 1970 e il 1980 e causa di degradanti fenomeni di disoccupazione e sottoccupazione. Uno spreco di risorse quantificabile intorno a 7,5 miliardi di euro in 5 anni

Recentemente il Ministro dell’Università e Ricerca, Prof. Manfredi, ha proposto di incrementare gli ingressi al corso di laurea in Medicina e Chirurgia portandoli a 15.000 all’anno.
 
Questo significa che i futuri giovani Colleghi, se l’iscrizione avverrà nell’anno accademico 2020/2021, dopo aver affrontato un lungo e duro percorso di studio e di apprendistato di alta formazione, saranno pronti per entrare nel mondo del lavoro nel 2031/2032. Non tutti, purtroppo. La “mortalità” durante il percorso è valutabile intorno all’11%. Quindi circa 13.500/14.000 raggiungeranno l’agognata meta. Si può prospettare che circa 1500/2000 seguiranno il corso di formazione per la Medicina Generale e 12.000/12.500 acquisiranno il titolo di specialista, ma solo se sarà disponibile un numero adeguato di contratti per superare l’attuale “imbuto formativo”, altrimenti molti andranno ad aggiungersi agli attuali 8000 Colleghi che non riescono accedere ad una formazione post lauream.
 
Come si evidenzia dal grafico, il fabbisogno di specialisti nel SSN per garantire il turnover dopo il 2030 sarà intorno a 3000/anno, arrivando a 2000 nel 2034. Numeri più fisiologici per garantire la qualità organizzativa delle strutture e per la sostenibilità dei sistemi previdenziali, rispetto al vero e proprio esodo dal servizio pubblico che stiamo osservando oggi per l’arrivo all’età del pensionamento dei professionisti assunti intorno alla costituzione del SSN (nati dal 1950 al 1959 nella curva) e per l’accelerazione alle uscite inferta da “Quota 100” e dal peggioramento delle condizioni di lavoro negli ospedali pubblici.
 
Attualmente gli specialisti che non scelgono il rapporto di lavoro con il SSN preferendo altri settori per la loro attività sono circa il 30/40% di quelli che annualmente acquisiscono il titolo. Per cui possiamo stimare un fabbisogno annuale complessivo di 4000/5000 specialisti nel periodo successivo al 2030. Si può aggiungere un margine di errore intorno al 20%, arrivando ad un fabbisogno valutabile in circa 6.000 specialisti.
 
Il MIUR propone di formarne 12.000. Per 6.000 di loro sarà problematico trovare sbocchi lavorativi in Italia. In 5 anni saranno 30.000. Dall’ “imbuto formativo” passeremo ad un “imbuto lavorativo”, una condizione che abbiamo già vissuto tra il 1970 e il 1980 e causa di degradanti fenomeni di disoccupazione e sottoccupazione. Uno spreco di risorse quantificabile intorno a 7,5 miliardi di € in 5 anni, visto che la formazione di ognuno di loro costa 250.000€, quanto una Ferrari 488 GTB. Andranno nella stragrande maggioranza a lavorare all’estero e Francia, Germania e Gran Bretagna li accoglieranno sicuramente a braccia aperte.
 
Si tratta di finanziamenti pubblici che, forse, sarebbe meglio destinare alla cura dei pazienti. Non mancano e non mancheranno laureati in Medicina e Chirurgia, tra il 2018 e il 2025 ne formeremo 80.000, cui si aggiungono gli 8.000 già ora ingabbiati nell’ “imbuto formativo”. Mancano specialisti! E mancano ora e non tra 12 anni quando il fabbisogno sarà più che dimezzato.
 

 
 
 
Carlo Palermo
Segretario nazionale Anaao Assomed

Carlo Palermo

11 Febbraio 2020

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