“La manovra è da bocciare”. Medici, veterinari e dirigenti del Ssn confermano la protesta

“La manovra è da bocciare”. Medici, veterinari e dirigenti del Ssn confermano la protesta

“La manovra è da bocciare”. Medici, veterinari e dirigenti del Ssn confermano la protesta
Il mondo dei professionisti della sanità italiana conferma in maniera unitaria e compatta il giudizio fortemente negativo sulla manovra economica: “Anche i Deputati, dopo i Senatori, si sono dimostrati sordi alle proteste ed alle richieste della sanità pubblica, forse per carenza di conoscenza perché più abituati a frequentare la sanità privata”. Il 13 ottobre manifestazione nazionale a Roma.

“Pur consapevoli del difficile quadro internazionale in cui la manovra è stata varata, non possiamo accettare in silenzio inique e pesanti penalizzazioni che, sommate a quelle del 2010 e 2011, fanno dei medici, veterinari e dirigenti del Ssn le categorie chiamate a pagare il prezzo più alto, in termini retributivi, previdenziali, normativi e professionali”.
È una bocciatura secca quella che arriva dai rappresentanti sindacali dei Medici, veterinari e dirigenti del Ssn di AnaaoAssomed, Cimo-Asmd, Aaroi-Emac, Fp Cgilmedici, Fvm, Fassid, Cisl medici, Fesmed, Anpo-Ascoti-Fials Medici, Uil Fpl Federazione Medici, Sds Snabi, Aupi, Fp Cgil Spta, Sinafo, Fedir sanità, Sidirss, Fimmg, Sumai, Snami, Intesa sindacale-Smi, Fimp, Cimop, Ugl Medici
Per i sindacati tutto è da rispedire al mittente, a cominciare dal rivolgimento delle regole Irpef per cui il contributo di solidarietà è chiesto ai soli dipendenti pubblici, in spregio di ogni principio costituzionale di eguaglianza dei cittadini davanti al fisco ed al carattere progressivo della imposizione. A questo si aggiungono poi “punizioni” specifiche quali:

  • il prolungamento a 5 anni del blocco dei contratti di lavoro e delle convenzioni, con conseguente perdita del 20% del potere di acquisto dei loro stipendi,
  • lo scippo per 2 anni del Tfr, che è salario differito, in gran parte autofinanziato,
  • la minaccia di una mobilità selvaggia e di una ulteriore precarizzazione degli incarichi di lavoro,
  • la proroga della facoltà delle amministrazioni di pensionamento coatto, a prescindere dalla età anagrafica, spesso inferiore a 60 anni.

“I nostri continui appelli all’equità dei provvedimenti e all’attenzione al valore del nostro lavoro ed alle finalità del sistema in cui operiamo – hanno affermato le sigle – sono caduti nel vuoto ed ora ci ritroviamo a fare i conti con misure che mettono a rischio anche la tenuta del sistema sanitario. Ripetere che non si è intervenuti sulla sanità significa dimenticare la sottrazione di 8 miliardi di euro e non comprendere che colpire i professionisti, che la salute garantiscono ogni giorno, significa contribuire a minare l’intero sistema, la sua credibilità e la sua sostenibilità. Non possiamo che confermare le ragioni di una protesta – hanno aggiunto – che ci porterà alla manifestazione di Roma il 13 ottobre per scongiurare ulteriori attacchi alla professione e reclamare l’attenzione che il settore merita a difesa di un sistema salute che garantisca in maniera adeguata la tutela dei cittadini e la dignità professionale degli operatori.

15 Settembre 2011

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