“La violenza non ti cura!”. È la campagna dell’Ulss 6 Euganea contro le aggressioni in sanità 

“La violenza non ti cura!”. È la campagna dell’Ulss 6 Euganea contro le aggressioni in sanità 

“La violenza non ti cura!”. È la campagna dell’Ulss 6 Euganea contro le aggressioni in sanità 
Dal 2018 al 2022 si sono verificati in Ulss 6 un totale di 340 aggressioni verbali e 199 fisiche. Il Dg Fortuna: “Una delle strategie più efficaci per affrontare il fenomeno è sicuramente diffonderne la consapevolezza tra gli operatori e promuovere con loro e per loro una formazione e una sensibilizzazione che diano strumenti utili alla prevenzione e alla gestione degli episodi”. Locandine affisse in tutte le sedi ospedaliere e territoriali.

Il fenomeno delle aggressioni sul posto di lavoro per il personale sanitario è purtroppo sempre più frequente. Ma l’abuso, la minaccia, le aggressioni fisiche e verbali in circostanze lavorative hanno conseguenze importanti sul piano del benessere e della salute psico-fisica del lavoratore, ma di conseguenza anche sul piano dell’assistenza. Contro questo fenomeno, in occasione del 12 marzo, Giornata nazionale di Educazione e Prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, l’Ulss 6 Euganea tutta, in particolare attraverso lo Spisal – Dipartimento di Prevenzione, l’UOC Rischio Clinico, l’UOS Medici Competenti e Servizio Prevenzione Protezione, ha deciso di lanciare una campagna informativa che prevede l’affissione in tutte le sedi ospedaliere e territoriali aziendali, di un poster dallo slogan chiaro: “La violenza non ti cura!”.

“In Italia – ricorda la Ulss 6 Euganea nella nota che annuncia l’iniziativa – i casi di infortunio sul lavoro accertati dall’Inail e codificati come violenze, aggressioni e minacce verso i sanitari sono circa 2.500 l’anno, anche se probabilmente nella realtà sono molti di più perché non tutti i sanitari procedono con la denuncia. Il 46% dei casi si concentra in ospedale, il 28% in case di riposo o di assistenza infermieristica, il restante 26% nel comparto “assistenza sociale non residenziale”. Per quanto riguarda il genere, gli infortunati sono per tre quarti donne”.

Dal 2013 l’Azienda Ulss 6 persegue un sistema di monitoraggio degli episodi di violenza nei confronti degli operatori sanitari e presa in carico delle segnalazioni. Oggi è attivo il Sistema di segnalazione di Incident Reporting attraverso il Portale Regionale Regionale GRSC e indagini infortunistiche tracciate dalle rispettive procedure aziendali. Il suddetto monitoraggio ha evidenziato, dal 2018 al 2022, un totale di 340 aggressioni verbali e 199 fisiche, 13 infortuni per complessivi 42 giorni d’assenza.

“Una delle strategie più efficaci per affrontare il fenomeno è sicuramente diffonderne la consapevolezza tra gli operatori e promuovere con loro e per loro una formazione e una sensibilizzazione che diano strumenti utili alla prevenzione e alla gestione degli episodi di violenza, soprattutto nei contesti di emergenza”, dichiara il Direttore generale dell’Ulss 6, Paolo Fortuna. A tal fine, l’UOC Rischio Clinico di Azienda Zero e la Fondazione Scuola di Sanità Pubblica hanno realizzato il corso regionale di formazione, partendo dalle linee di indirizzo diffuse dalla Regione del Veneto, per istruttori regionali “Aggressioni e atti di violenza a danno del personale delle aziende sanitarie: valutazione del rischio e strategie di prevenzione”. Nella nostra Azienda sono stati formati 8 istruttori che, in collaborazione ad altre figure aziendali, provvederanno a formare tutti gli operatori. Già nell’anno 2022 è stata realizzata una prima edizione che ha formato 25 dipendenti. Previste nel Piano di formazione aziendale 2023 sei edizioni. Nel corso degli ultimi anni sono stati formati sul tema oltre duecento operatori.

In Ulss 6 è attualmente attivo il Gruppo di valutazione multidisciplinare (GDV) – rappresentato da UOS Rischio Clinico, Servizio Prevenzione Protezione (SPP), Servizio del MC, Rappresentante dei Lavoratori per la sicurezza (RLS), Professioni Sanitarie, UO Risorse Umane, Professionisti sanitari tra i settori a rischio – che si riunisce periodicamente per esaminare le segnalazioni pervenute, analizzare gli eventi avversi con metodologia standardizzata e partecipare congiuntamente all’analisi degli eventi e del contesto organizzativo al fine di identificare le azioni da mettere in atto per evitarne il ripetersi. L’unificazione del percorso di segnalazione degli eventi subiti è espressione di una consapevolezza acquisita dagli stessi operatori e consente di rilevare tipologia e gravità in termini di esiti del fenomeno.

E’ stato inoltre definito un percorso interno di rete tra psichiatria e medico competente per la presa in carico degli operatori che, a seguito dell’evento, hanno subito un danno fisico e/o psicologico con percorso preferenziale. L’operatore vittima di aggressione può inoltre accedere ad un supporto psicologico attraverso l’accesso diretto dello sportello d’ascolto. Nel corso del 2022 sono stati effettuati 5 incontri del gruppo multidisciplinare e 8 audit specifici durante i quali sono state messe in atto azioni di miglioramento come l’implementazione del sistema di videosorveglianza e dell’utilizzo del sistema di vigilanza/guardiania nelle 24 ore nelle aree di rischio (Pronto Soccorso) e lo sviluppo aziendale di un sistema di supporto legale ai professionisti che subiscono aggressioni.

10 Marzo 2023

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