Laurea infermieri. Anche Cgil, Cisl e Uil contro il decreto Mur: “No a riduzione docenti, si ritiri o modifichi il provvedimento”

Laurea infermieri. Anche Cgil, Cisl e Uil contro il decreto Mur: “No a riduzione docenti, si ritiri o modifichi il provvedimento”

Laurea infermieri. Anche Cgil, Cisl e Uil contro il decreto Mur: “No a riduzione docenti, si ritiri o modifichi il provvedimento”
I sindacati scrivono a Governo e Regioni sul decreto del Mur che ha modificato i requisiti per il corso di laurea in infermieristica. “Forte contrarietà di una scelta che appare assolutamente in antitesi con il grande percorso di crescita di competenze e di autonomia professionale che le professioni sanitarie, a partire da quella infermieristica, hanno fatto in questi anni”. LA LETTERA

“Con riferimento alle disposizioni emanate relative al D.M. 82/2020, riguardanti la decisione di andare in deroga a quanto previsto dal D.M. 7 gennaio 2019 in materia di docenti di riferimento dei corsi di studio universitari, disposizioni che si esplicitano nell’indicazione di ridurre il numero minimo di docenti previsti per l’accreditamento del corso in scienze infermieristiche, manifestiamo la nostra forte contrarietà di una scelta che appare assolutamente in antitesi con il grande percorso di crescita di competenze e di autonomia professionale che le professioni sanitarie, a partire da quella infermieristica, hanno fatto in questi anni”. Lo scrivono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl in una lettera indirizzata al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi e inviata, per conoscenza, al Ministro della Salute, Roberto Speranza e al Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Stefano Bonaccini, riferendosi al decreto che riduce da cinque a tre il numero minimo di docenti universitari necessari ai fini dell’accreditamento dei corsi di laurea in Infermieristica.

“Tale scelta – proseguono – non solo va in contrasto con l’attuale necessità di favorire un ampliamento dell’offerta formativa riguardante la professione sanitaria dell’infermiere, anche a fronte delle recenti norme emanate nel contesto di sanità pubblica e dei recenti decreti ministeriali, in un momento in cui, numerosi studi ed autorevoli pareri, confermano la necessità di sostenere tali corsi di laurea al fine di rispondere alle reali esigenze dei cittadini, ma appare fortemente in contrasto con quanto l’intesa raggiunta fra Governo, Regioni e province autonome di Trento e Bolzano sul Patto per la Salute 2019- 2021 definisce in tema di riconoscimento sia professionale che organizzativo dei professionisti sanitari a partire dalle competenze e dall’autonomia richieste al personale infermieristico”,

“Altro aspetto assolutamente non condivisibile – specificano i sindacati – è relativo alla possibilità data agli Atenei di prevedere l’eventuale sostituzione dei docenti con personale medico; tale decisione mortifica e ignora il lungo percorso di crescita dell’autonomia professionale fatta in oltre un ventennio di esercizio della professione. Si tratta di due professioni diverse, entrambe ordinistiche e quindi con pari dignità, con percorsi formativi specifici non sovrapponibili tra loro; il lungo percorso di crescita professionale consente oggi di avere un gran numero di professionisti sanitari infermieri già in possesso dei requisiti per ricoprire tale ruolo, senza scordare l’alto numero di tali professionisti con laurea magistrale o dottorato di ricerca. Per tutti i motivi indicati – concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – auspichiamo che tale decisone sia rivista nei tempi più brevi possibili, al fine di attuare il ripristino del numero minimo di docenti e la loro individuazione all’interno della professione infermieristica. Chiediamo, infine, il ritiro o la modifica del decreto e un incontro urgente per affrontare le questioni sollevate”.

19 Maggio 2020

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