Le donne impegnate nel sociale e nella sanità guadagnano il 28% in meno degli uomini. Peggio di noi solo Finlandia e Regno Unito 

Le donne impegnate nel sociale e nella sanità guadagnano il 28% in meno degli uomini. Peggio di noi solo Finlandia e Regno Unito 

Le donne impegnate nel sociale e nella sanità guadagnano il 28% in meno degli uomini. Peggio di noi solo Finlandia e Regno Unito 
Secondo gli ultimi dati Eurostat (retribuzuone 2014) la media retributiva italiana di chi lavora nei settori dell'assistenza sociale e sanitaria è di 34.795 euro annui. Ma mentre gli uomini arrivano a guadagnare in media 43.367 euro, le donne si fermano a 31.088 euro, una diffrenza di ben 12.279 euro. Un gap che ci pone al terz'ultimo posto nella classifica UE per le differenze di genere nelle retribuzioni. Va detto comunque che l'unica nazione dove il rapporto si inverte è il Lussemburgo con 801 euro a favore delle donne. 

I contratti si avvicinano e il conto annuale 2016 già ci ha detto che le retribuzioni medie sono scese anche solo rispetto all’anno precedente.

Ma il problema non è solo questo. C’è anche una forte disparità di genere nelle buste paga che la RGS non mette in evidenza (sulle sue tabelle non compare la divisione maschi e femmine) che sottolinea Eurostat, sia pure con dati 2014, in una sua analisi sui guadagni annuali medi di uomini e donne in vari settori produttivi.

Per quanto riguarda i settori della sanità e della salute, i capitoli esamintai da Eurostat sono due: le attività professionali, scientifiche e tecniche (che tuttavia possono riguardare anche altri settori) e poi le attività sociali e per la salute umana.

E’ soprattutto quest’ultimo settore quello che comprende anche le retribuzioni sanitarie (la media 2014 per tutte le categorie del Pubblico impiego segnalata dal Conto annuale della Ragioneria generale dello Stato era di 38.571 euro l’anno, un po’ più alta di quella segnalata da Eurostat per l’Italia di 34.795 euro. Ma va ricordato che quest’ultima è una media anche con attività sociali e che i dati Eurostat comprendono anche il settore privato).

In questo ambito le differenze di genere non premiano davvero l’Italia: nell’Ue-28 è terza infatti (dopo Finlandia e Regno Unito) per differenza retributiva tra maschi e femmine: ben 12.279 euro.

Unica nazione dove il rapporto si inverte è il Lussemburgo con 801 euro a favore delle donne, mentre lo Stato con la differenza minore, ma sempre a vantaggio degli uomini è il Belgio con 89 euro.

La media Ue delle retribuzioni è di 33.189 euro e la differenza media Ue-28 tra maschi e femmine di 9.156 euro, molto al di sotto quindi dei risultati italiani.

In sostanza, in Italia secondo i dati Eurostat, nel settore delle attività sociali e per la salute gli uomini guadagnavano in media 43.367 euro nel 2014, mentre le donne si fermavano a 31.088 euro.

Dove si guadagna di più nell’Ue-28 in questo settore è in Lussemburgo: 62.422 euro l’anno medi. Dove invece si guadagna di meno è in Bulgaria: 6.027 euro.

In questi paesi le differenze uomini donne sono relativamente basse, ma mentre in Lussemburgo, come accennato, guadagnano di più le donne, in Bulgaria la differenza a favore degli uomini è di 2.680 euro che su somme complessive così basse sono comunque rilevanti: un uomo ha un guadagna medio annuo di 8,132 euro, una donna appena di 5.452.

L’Italia è undicesima rispetto all’importo medio percepito in un anno, preceduta oltre che dal Lussemburgo al primo posto, da Danimarca, Irlanda, Paesi Bassi, Svezia, Belgio, Austria, Finlandia, Germania e Regno Unito dove i guadagni vanno da un massimo di 47.885 euro l’anno medi (Danimarca) a un minimo di 36.500 euro (Regno Unito), ma a parte il Regno Unito, appunto, e la Finlandia (qui il guadagno medio annuo è di 38,863 euro) nessuno di questi stati ha differenze di genere maggiori dell’Italia.
 
 

07 Febbraio 2018

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