Legge stabilità. Anaao: “E’ calata la notte sulla sanità pubblica”

Legge stabilità. Anaao: “E’ calata la notte sulla sanità pubblica”

Legge stabilità. Anaao: “E’ calata la notte sulla sanità pubblica”
Troppi tagli in continuità con il governo Berlusconi. In più ancora una proroga del blocco dei contratti e il perdurare dell'attacco ai dipendenti pubblici che hanno l'unica colpa di pagare sempre le tasse. Il 27 ottobre una prima forte risposta al Governo.

La manovra di stabilità continua a penalizzare Medici e Dirigenti sanitari dipendenti del SSN e ad impoverire il Servizio sanitario mettendone a rischio, in tutte le Regioni, la sostenibilità economica. 
 
Così una nota dell'Anaao Assomed che sottolinea come l’incremento del definanziamento, salito a quasi 25 miliardi di euro, sia in perfetta continuità con il governo precedente e fa calare la notte sulla sanità pubblica, alla quale è evidentemente dedicata l’operazione cieli bui. Occorre cominciare a dire con chiarezza quello che rischiamo, prosegue il sindacato: il tracollo del sistema di welfare, con la sanità nel ruolo di capro espiatorio, laboratorio dove si sperimentano ricette privatistiche e si collauda la soluzione tecnocratica della crisi.
 
Il blocco contrattuale prorogato a 5 anni ed il prolungato taglio delle retribuzioni dei soli dipendenti pubblici, malgrado il sospetto di incostituzionalità, falcidiano il potere di acquisto con perdite valutabili nell'ordine di decine di migliaia di euro, maggiori per i giovani, e danni sul piano previdenziale. Colpevoli di pagare le tasse prima ancora di incassare la retribuzione – continua la nota dell'Anaao – i medici ed i dirigenti sanitari dipendenti sono chiamati a pagare da soli, insieme con i cittadini, i costi economici, umani e professionali della ristrutturazione della sanità al tempo della grande crisi. Ma nessuno può sopportare una cura dimagrante di durata quinquennale. 
 
Intanto – prosegue la nota – il decreto sanità supera l’esame della Commissione Affari sociali della Camera avendo mitigato, tra emendamenti, maxiemendamenti e subemendamenti, l’attacco al sistema di valutazione professionale ed alla specificità della dirigenza medica, nonché ad altri istituti contrattuali, compresa la libera professione intramoenia, sottratta alle norme pattizie per rimanere prigioniera di pregiudizi. Persiste il tentativo di smantellare o condizionare, con l’invadenza della legge, accordi di lavoro liberamente sottoscritti, alla faccia di chi ne aveva voluto la privatizzazione, delegittimando le organizzazioni sindacali, residuato di archeologia industriale, ostacolo alle magnifiche e progressive sorti della managerialità aziendalista. 
 
Medici, dirigenti sanitari e cittadini – conclude l'Anaao – daranno con la manifestazione nazionale del 27 OTTOBRE a Roma una prima risposta a chi continua a legiferare per privatizzare un valore fondamentale per un paese moderno, frantumandone la coesione sociale e restringendo il perimetro delle tutele, senza nemmeno il fastidio di dichiarare una volontà politica in tal senso misurandone democraticamente il consenso. E’ ora che i numeri non occupino l’intero spazio mentale e in scena facciano irruzione i diritti e il valore del lavoro professionale. 

11 Ottobre 2012

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