Malasanità bluff. Anaao: “Basta con la malainformazione. Servono nuove regole per la stampa”

Malasanità bluff. Anaao: “Basta con la malainformazione. Servono nuove regole per la stampa”

Malasanità bluff. Anaao: “Basta con la malainformazione. Servono nuove regole per la stampa”
I dati resi noti dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori medici, che dimostrano l’inconsistenza delle accuse contro i sanitari accusati di malpractice, spingono l’Anaao Assomed a chiedere nuove regole per l’informazione attraverso un protocollo tra Fnomceo e Ordine dei giornalisti.

“I dati prodotti dalla Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori sanitari, frutto di una indagine effettuata in 90 procure, parlano da soli ma, a quanto sembra, poche sono state le orecchie disposte a sentire. Eppure possono ben definirsi clamorosi”.  E’ il commento del Segretario nazionale Anaao Assomed ai dati presentati nei giorni scorsi in Parlamento dalla Commissione presieduta da Leoluca Orlando.
“Per quanto riguarda le lesioni colpose – prosegue la nota del sindacato – , su 901 casi riguardanti personale sanitario, di cui 85 interessanti la gravidanza, il 40% è stato archiviato subito e per quelli che risultano conclusi, sono state registrate 2 condanne. Per l'omicidio colposo, dei 736 casi ascrivibili a personale sanitario, il 35% viene archiviato prima del processo e tra quelli giunti a conclusione nessuna condanna è stata rilevata”.
“Questi dati – continua – ovviamente non inducono ad abbassare la guardia sul delicato terreno del rischio clinico che richiede investimenti in termini di risorse umane, formazione, organizzazione. E’ però giunto il tempo che la Fnomceo definisca con l’Ordine dei Giornalisti un insieme di regole per evitare che i medici coinvolti in eventi avversi vengano sbattuti in prima pagina con tanto di nome e cognome, indagati, imputati e condannati prima ed al di fuori di ogni grado di giudizio per finire, in caso di archiviazione o assoluzione, in un nascosto trafiletto e citati, massima ipocrisia, solo con le iniziali”.
“Crediamo sia interesse di tutti – conclude Troise – arrestare una deriva diventata esplosiva grazie anche, come la stessa Corte di Cassazione ha recentemente riconosciuto, a comportamenti opportunistici dei soggetti coinvolti”.

 

27 Dicembre 2011

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