Manovra. Confcooperative Sanità: “Tariffe dei servizi sociosanitari: mancano le risorse”

Manovra. Confcooperative Sanità: “Tariffe dei servizi sociosanitari: mancano le risorse”

Manovra. Confcooperative Sanità: “Tariffe dei servizi sociosanitari: mancano le risorse”
Il presidente Milanese: “In un momento in cui rafforzare i servizi di prossimità dovrebbe essere una priorità assoluta, notiamo la mancanza di fondi specifici, che mette a rischio la sostenibilità delle aziende che quotidianamente si prendono cura delle persone più fragili, ad esempio, nelle aree della salute mentale, e della non autosufficienza, specialmente nelle aree più svantaggiate del Paese”.

“Confcooperative Sanità esprime forte preoccupazione per l’assenza di risorse finalizzate a permettere alle Regioni di aggiornare le tariffe dei servizi sociosanitari. In tal senso sarebbe stato opportuno uno stanziamento ad hoc vincolato a questo scopo nella Legge di Bilancio attualmente in discussione” dichiara Giuseppe Milanese, Presidente di Confcooperative Sanità.

“In un momento in cui rafforzare i servizi di prossimità dovrebbe essere una priorità assoluta, notiamo la mancanza di fondi specifici, che mette a rischio la sostenibilità delle aziende che quotidianamente si prendono cura delle persone più fragili, ad esempio, nelle aree della salute mentale, e della non autosufficienza, specialmente nelle aree più svantaggiate del Paese.”

Milanese sottolinea l’importanza del settore cooperativo in questo contesto: “Le cooperative rappresentano un pilastro fondamentale. Nei servizi domiciliari e semiresidenziali, copriamo l’87,5% delle imprese, con 4.861 unità, e nella residenzialità per anziani e altre fragilità, come disabilità, salute mentale e dipendenze, rappresentiamo il 53,6% delle imprese.” Aggiunge poi che “nelle Aree interne, le cooperative sociosanitarie sono spesso l’unico presidio imprenditoriale privato, gestendo la presa in carico degli utenti in territori marginali e periferici. In 382 comuni delle aree interne italiane, le cooperative sono di fatto l’unico punto di riferimento imprenditoriale nel settore della sanità.”

Tuttavia, le cooperative hanno dovuto affrontare un periodo complesso, come evidenzia Milanese: “Dal 2020 le nostre imprese hanno fronteggiato un costante aumento dei costi, a partire dall’acquisto di dispositivi di protezione individuale, solo in parte compensati, e nel triennio 2021-2023, sono state colpite dall’inflazione e dall’impennata dei costi energetici. A questo si aggiunge l’aumento del costo del lavoro dovuto ai rinnovi dei contratti collettivi nazionali (CCNL), l’ultimo siglato lo scorso gennaio, cui le cooperative non si sono sottratte.”

“Nonostante tutto ciò,” prosegue Milanese, “la maggior parte delle Regioni non ha provveduto a un aggiornamento sistematico ed organico delle tariffe per i servizi sociosanitari. Questo vuoto previsionale nella Legge di Bilancio rischia di compromettere la nostra capacità di sostenere il reddito dei lavoratori e di fornire assistenza adeguata alla popolazione, che continuerà a riversarsi sugli ospedali, con tempi di attesa sempre più lunghi per accedere alle cure.”

“Analogamente registriamo l’assenza di risorse per la medicina del territorio, il più infatti è destinato solo a ospedali, pronto soccorso e cliniche”.

Sul fronte della distribuzione farmaceutica, Milanese accoglie invece positivamente quanto previsto dall’art. 57 della Legge di Bilancio: “La rideterminazione delle quote di spettanza tra aziende farmaceutiche e grossisti rappresenta un passo significativo per tutelare la sostenibilità economica della filiera della distribuzione farmaceutica, anche essa gravata dagli aumenti dei costi legati a trasporti, utenze, materie prime e personale.”

24 Ottobre 2024

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