Manovra. Fimp: “Rischio di non poter garantire la migliore assistenza”

Manovra. Fimp: “Rischio di non poter garantire la migliore assistenza”

Manovra. Fimp: “Rischio di non poter garantire la migliore assistenza”
L’allarme è stato lanciato dal presidente della federazione dei pediatri, Giuseppe Mele, in una lettera inviata alle più alte cariche dello Stato per protestare contro il rinvio di un anno per la previsione degli adeguamenti economici e chiedere al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, un confronto sui temi e sui costi dell’assistenza primaria. "A rischio l’attività assistenziale dei medici e la loro dignità professionale".

Anche la Federazione italiana medici pediatri (Fimp) tuona contro la manovra economica fresca di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il presidente della Federazione, Giuseppe Mele, ha inviato una lettera alle più alte cariche dello Stato per protestare in particolare “contro l’ulteriore rinvio di un anno alla previsione di adeguamenti economici, in analogia a quanto previsto per il pubblico impiego. Il provvedimento appare particolarmente iniquo e penalizzante per la categoria dei pediatri di famiglia, in quanto liberi professionisti convenzionati – ha spiegato Mele -. Rispetto ai dipendenti pubblici, a cui i fattori di produzione dell’attività sono forniti direttamente dallo Stato, i pediatri di famiglia devono sostenere in proprio tutte le spese relative ai fattori di produzione della stessa attività convenzionata con i compensi riconosciuti dagli Accordi collettivi nazionali”. 


Il blocco degli adeguamenti per quattro anni consecutivi, si dice nella lettera, “esporrà dunque la categoria, oltre che al sacrificio richiesto alla collettività, ad una penalizzazione ulteriore, conseguente al continuo aumento dei costi e con il rischio che a pagare sia il bambino”. 

Il presidente della Fimp ha quindi avanzato delle richieste di “attuazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione ai sensi dell’art. 2, comma 2, della legge 146/1990, come modificata dalla legge n. 83/2000”. “Lo stato di agitazione e le eventuali successive azioni di protesta – ha concluso Mele – si pongono l’obiettivo di convincere Governo e Regioni a proseguire il processo di innovazione in un clima di collaborazione fra le parti coinvolte, ponendo come principi prioritari il rispetto dell’attività assistenziale dei medici e della loro dignità professionale”. Per questi motivi è stato avanzato un invito al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, "per un confronto da tenersi nel prossimo Congresso nazionale a Torino”.

07 Luglio 2011

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