Manovra, Magi (Sumai): “Non vedo risposte concrete a criticità del Ssn”

Manovra, Magi (Sumai): “Non vedo risposte concrete a criticità del Ssn”

Manovra, Magi (Sumai): “Non vedo risposte concrete a criticità del Ssn”

Il segretario di Sumai-Assoprof Antonio Magi risponde duramente al testo della Manovra approvato in Senato: mancano risposte sul calo di attrattività del Ssn, sull'esodo verso il privato e l'estero, sull'aumento di dimissioni e pensionamenti anticipati.

“La Legge di Bilancio 2026 non contiene interventi significativi a favore del personale medico del Servizio sanitario nazionale, in particolare per quello convenzionato, soprattutto per la Specialistica Ambulatoriale Convenzionata Interna pubblica” spiega il Segretario Generale del SUMAI Assoprof, Antonio Magi, dopo l’approvazione della legge di bilancio in Senato.

Non sono state previste, continua, “quelle risorse, limitate, che avrebbero potuto rappresentare un segnale di attenzione verso tutti quei colleghi (e mi riferisco agli specialisti ambulatoriali convenzionati interni) che quotidianamente operano nel sistema pubblico accanto agli altri professionisti dipendenti. Parlo di medici che pur avendo gli stessi compiti e le stesse responsabilità godono purtroppo di retribuzioni differenti. E questo, in una fase caratterizzata da una crescente difficoltà nel garantire la tenuta dell’offerta sanitaria – soprattutto nell’Emergenza e nei Pronto soccorso – genera fastidiose distinzioni: una sorte di figli e figliastri”.

Magi poi sottolinea come continuino a non esserci “risposte concrete” alle criticità da risolvere: Servizio sanitario nazionale sempre meno attrattivo, aumento di dimissioni e pensionamenti, esodo degli specialisti verso il privato e l’estero.

“L’assenza d’investimenti strutturali – prosegue – soprattutto del personale specialista convenzionato interno, che dovrebbe riempire le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità rischia infatti di determinare un progressivo ridimensionamento del SSN nella sua funzione universalistica, così come delineata dalla normativa vigente e dai principi costituzionali. Se non si interviene rapidamente, dopo il 30 giugno 2026 rischiamo di avere cattedrali nel deserto e un aumento del debito pubblico perché gran parte delle risorse previste dal Pnrr dovranno essere restituite e in più si passerà da risorse in conto capitale a quelle in spesa corrente”.

Tale impostazione del MEF appare in netto contrasto con l’orientamento espresso dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, di rilanciare e consolidare la sanità pubblica quale strumento essenziale di tutela della salute e di coesione sociale. Posizione condivisa, in diverse sedi istituzionali, dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e da rappresentanti sia della maggioranza che dell’opposizione. Come segretario generale del Sumai sono convinto che le scelte del MEF compromettano il primo approccio del cittadino con il medico specialista pubblico di prossimità il quale dovrebbe prendere in carico il paziente cronico attraverso percorsi diagnostico-terapeutici previsti dal Dm 77/22” aggiunge Magi.

“Parallelamente registro una crescente espansione del ricorso a forme di copertura assicurativa sanitaria privata in assenza di un adeguato rafforzamento del servizio pubblico e tali strumenti stanno progressivamente assumendo una funzione sostitutiva, anziché integrativa, del Ssn, con un significativo conseguente aumento dei premi assicurativi che stanno raddoppiando. Questo fenomeno rischia di accentuare le disuguaglianze nell’accesso alle cure, penalizzando in particolare i cittadini economicamente più fragili”.

Il 2026, conclude Magi, dovrà rappresentare un anno di svolta e si rende indispensabile avviare politiche coerenti e strutturali finalizzate a:

  • garantire un adeguato finanziamento del Sistema sanitario pubblico che ne copra le spese;
  • valorizzare il ruolo e il lavoro dei medici convenzionati e degli specialisti ambulatoriali interni in particolare ma anche di tutti gli altri professionisti sanitari;
  • procedere a un allineamento contrattuale e retributivo in linea con il contesto europeo;
  • assicurare la sostenibilità del sistema pubblico e il pieno esercizio del diritto alla salute.

23 Dicembre 2025

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