Di fronte al totale e persistente silenzio istituzionale da parte del Ministero della salute, la categoria dei Massofisioterapisti rompe gli indugi e scende in piazza. Aimfo Associazione Italiana Massofisioterapisti, Fisioterapisti e Osteopati, Comitato Spontaneo Massofisioterapisti e Unione Italiana dei Ciechi e Ipovedenti ETS-APS, con i loro Presidenti, confermano la manifestazione di protesta di massa a Roma per domani mercoledì 24 giugno 2026 ad ore 11.00.
Un’iniziativa resa inevitabile dopo il mancato riscontro alla richiesta di un tavolo tecnico inoltrata l’11 maggio scorso – congiuntamente ad altre sigle, che al momento non hanno ancora sciolto la riserva in merito all’adesione alla manifestazione – e, sollecitata ulteriormente il 27 maggio scorso, a Mariella Mainolfi, Direttore Generale delle professioni sanitarie, al Ministro della salute Orazio Schillaci e al Sottosegretario Marcello Gemmato.
L’evoluzione del quadro normativo e il riordino delle professioni sanitarie avvenuto fin dai primi anni duemila, scrivono in una nota le sigle, ha lasciato la figura del massofisioterapista diplomato dal 1999 ad oggi, in un quadro di indefinita identificazione nonostante competenze e ambiti d’azione fossero chiari fin dall’istituzione della figura stessa.
In questo contesto, le associazioni denunciano un “chiaro tentativo di depauperare e smantellare una professione lecita che esiste ed esercita legittimamente da oltre 40 anni (con radici storiche ultra-cinquantennali) in ambito riabilitativo, sportivo e assistenziale, forte di competenze e ruoli ben definiti da leggi primarie dello Stato”.
La legittimità della figura del Massofisioterapista, spiegano, è del resto blindata da elementi normativi e fiscali precisi:
l’obbligo di iscrizione, previo possesso di idonei requisiti, agli elenchi speciali ad esaurimento istituiti presso la Federazione Nazionale degli Ordini TSRM e PSTRP;
i severi obblighi formativi ECM previsti per gli operatori della salute, oggi ingiustamente limitati dalle linee guida CNFC/AGENAS del 25 maggio 2026;
inquadramenti precisi in materia di fiscalità generale per quanto concerne la natura e l’esenzione delle prestazioni sanitarie erogate.
“L’attuale indirizzo ministeriale e l’inerzia delle istituzioni – denunciano i presidenti Donato Cavalluzzo Mario Barbuto Luigi Pini – violano apertamente la regola costituzionale della proporzionalità dell’azione amministrativa. Tale principio dovrebbe orientare lo Stato a valorizzare le risorse professionali esistenti come un’opportunità per il Servizio Sanitario Nazionale, anziché muoversi verso la loro eliminazione. Questa deriva demolitrice, caldeggiata anche da pressioni corporativistiche contrarie, risulta priva di logica in un contesto demografico in cui l’età media della popolazione aumenta costantemente. Cancellare migliaia di professionisti significa privare i cittadini di un’assistenza riabilitativa fondamentale che lo Stato, da solo, farà sempre più fatica a garantire.
I Massofisioterapisti e le loro famiglie (oltre 5.000 nuclei coinvolti) non accetteranno passivamente la cancellazione del proprio futuro. Si richiede un incontro immediato in occasione della manifestazione con i vertici del Ministero per l’apertura del tavolo tecnico e il ripristino della legalità, il rispetto dei diritti acquisiti e della professionalità che quotidianamente viene esercitata su migliaia di pazienti e atleti sparsi in tutto il territorio nazionale”.