Master in infermiere del territorio. Torna all’università di Siena il percorso formativo per professionisti vicini ai pazienti

Master in infermiere del territorio. Torna all’università di Siena il percorso formativo per professionisti vicini ai pazienti

Master in infermiere del territorio. Torna all’università di Siena il percorso formativo per professionisti vicini ai pazienti
Al termine del master, gli allievi sapranno effettuare la presa in carico delle persone con malattie croniche in tutte le fasi della vita e delle persone con livelli elevati di rischio di malattia, definendo programmi sulla base di prove scientifiche di efficacia; saper adottare all’occorrenza gli strumenti per il monitoraggio a distanza e per la tele-assistenza che possono favorire la cura al domicilio; saper valutare gli effetti delle attività assistenziali; saper gestire la relazione, sia con i pazienti in termini di relazione d’aiuto e di educazione terapeutica, sia con il gruppo multidisciplinare di professionisti che collabora nel percorso assistenziale.

Riconoscere le caratteristiche del sistema della rete dei Servizi Sanitari e Sociali nei contesti territoriali e saper creare connessioni tra i diversi attori coinvolti; essere in grado di attivare azioni di integrazione orizzontale e verticale tra servizi e professionisti a favore di una risposta sinergica ed efficace al bisogno dei cittadini della comunità; saper analizzare i dati epidemiologici al fine di individuare i bisogni di salute; saper attivare iniziative di prevenzione primaria, secondaria e terziaria. Sono alcune delle “skill” che svilupperanno gli infermieri allievi del master in “Infermiere territoriale” – alla sua seconda edizione (anno accademico 2024/2025) – presso l’Università di Siena, con il supporto incondizionato di Roche.

“Il percorso formativo dell’Università di Siena propone un master nato come la risposta ad un’esigenza emersa particolarmente dopo la pandemia: in quel periodo si è assistito ad un’accelerazione dei processi di cambiamento dei servizi sanitari territoriali che hanno ancora più incrementato la loro importanza e la capacità del sistema sanitario di avere una capillare declinazione sul territorio”, spiega Fabio Ferretti, presidente del Corso di Laura in Medicina e Chirurgia, Università di Siena e referente del master. “Il percorso si sovrappone solo apparentemente a realtà formative già esistenti nel panorama dei master universitari: mi riferisco a tutte quelle esperienze passate, presenti o addirittura cessate, come l’infermiere epidemiologo. Oppure ad altre tipologie di percorsi formativi universitari, quali i master in infermiere di famiglia e comunità. Il termine “infermiere territoriale” esprime la necessità di rispondere e saper comprendere le dinamiche dell’assistenza di prossimità, di saper cogliere quelle opportunità che le recenti riforme normative, in primis il Decreto Ministeriale 77/2022, hanno messo in campo. Ci sono zone d’Italia dove le sperimentazioni sono molto ben avviate ed altre dove si stanno muovendo i primi passi anche su piccole dimensioni. Ciò non toglie però che sia compito della formazione anticipare questi bisogni, provare a dare una risposta a ciò che il futuro della professione infermieristica attende e in questo modo prefigurare un profilo che va oltre quella che è l’assistenza infermieristica che si può prestare ad una comunità di persone. In questo senso la figura dell’infermiere che intendiamo è fortemente orientata alla gestione proattiva della salute ed è specificamente formato per rispondere ai bisogni di salute in uno specifico ambito territoriale e comunitario e per questo intendiamo formare una figura che faciliti il percorsi di presa in carico e di continuità assistenziale, dandole una connotazione anche gestionale”.

Ecco dunque che al termine del master, gli allievi sapranno effettuare la presa in carico delle persone con malattie croniche in tutte le fasi della vita e delle persone con livelli elevati di rischio di malattia, definendo programmi sulla base di prove scientifiche di efficacia; saper adottare all’occorrenza gli strumenti per il monitoraggio a distanza e per la tele-assistenza che possono favorire la cura al domicilio; saper valutare gli effetti delle attività assistenziali; saper gestire la relazione, sia con i pazienti in termini di relazione d’aiuto e di educazione terapeutica, sia con il gruppo multidisciplinare di professionisti che collabora nel percorso assistenziale.

Secondo Francesco D’Ambrosio, presidente dell’Ordine degli infermieri di Siena, “l’infermiere oggi svolge un’attività sempre più importante per il Paese, per la sanità e per il cittadino. Dopo la pandemia, la figura dell’infermiere di comunità sta prendendo sempre di più piede: in Toscana ci sono già molte realtà che la stanno attuando e la formazione punta a rispondere alle crescenti esigenze. Sicuramente il master in infermiere territoriale oggigiorno è molto importante perché sappiamo che l’infermiere non è solo l’erogatore delle cure assistenziali ma diventa anche una figura che agisce e che garantisce una risposta all’insorgenza di bisogni sanitari e sociosanitari. L’infermiere non è più una figura tecnica perché il suo intervento non si esaurisce con la prestazione erogata a fronte di un bisogno, ma agisce in modo preventivo, proattivo e anche partecipativo rispetto al paziente e alla sua famiglia, perché in grado di comprendere la situazione e di affrontarla secondo i parametri necessari”.

E l’esperienza di chi ha già seguito il master è più che positiva. Come racconta Simone Bruschini, infermiere, “questo master forma gli infermieri per adeguarsi a tutte le normative recenti, dal Decreto Ministeriale 77/2022 e a tutte le novità che sono state introdotte a livello territoriale, come le Case della Comunità e le centrali operative territoriali (COT), pensate per evitare l’affollamento negli ospedali e nei pronto soccorso. Si parla molto di casa come primo luogo di cura e questa è un’evoluzione dell’infermiere. Io mi sono approcciato a questo master, che mi ha incuriosito e appassionato oltre ad avermi insegnato molte cose che posso applicare nel mio lavoro. La formula in presenza, alternata da lezioni da remoto, consente poi di coniugare lavoro e studio. Sono stato molto soddisfatto di averlo seguito: si parla molto di anticipare quelle che potrebbero essere evoluzioni di patologie croniche, per esempio il diabete, l’ipertensione, l’oncologia. E l’infermiere è la figura in grado di farlo”.

25 Novembre 2024

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