Medici convenzionati. Oliveti (Enpam): “Deleterio il passaggio alla dipendenza se non controllato”

Medici convenzionati. Oliveti (Enpam): “Deleterio il passaggio alla dipendenza se non controllato”

Medici convenzionati. Oliveti (Enpam): “Deleterio il passaggio alla dipendenza se non controllato”
Per il presidente dell'Enpam i medici di famiglia sono "già danneggiati da scarsi investimenti pubblici ed eccessiva regolamentazione della loro attività". Il mero passaggio allo status di dipendente, senza modifiche al sistema contributivo, comporterebbe anche una riduzione delle pensioni".

“Un eventuale passaggio dei medici di famiglia da un rapporto di convenzione a uno di dipendenza, trascurando il fatto che attualmente i contributi vengono pagati sul lordo dei compensi e non solo sugli onorari professionali, avrebbe effetti nefasti sulla previdenza della categoria”. Ad affermarlo Alberto Oliveti, presidente dell’Enpam, in riferimento all’ipotesi, ventilata da alcune Regioni, di allargare le maglie del Decreto Sanità del ministro della Salute, Renato Balduzzi, per modificare il rapporto giuridico che le lega ai medici di medicina generale.

A parità di compenso netto, infatti, la base imponibile per i contributi previdenziali è più ampia nel rapporto di convenzione rispetto a quello di dipendenza. Le aliquote a carico del Ssn, invece, sono più basse. Il mero passaggio allo status di dipendente, senza modifiche al sistema contributivo, comporterebbe quindi una riduzione delle pensioni future dei medici.

“Come ente previdenziale abbiamo il dovere istituzionale di monitorare con attenzione le dinamiche lavorative dei medici, per i riflessi che hanno sul fronte contributivo – continua Oliveti –. Anche impostazioni progettuali o iniziative che prevedano la fornitura di servizi o di personale da parte delle Aziende sanitarie locali, al posto dell’erogazione ai medici delle relative indennità, debbono tener opportuno conto della questione previdenziale."

“I medici di famiglia – conclude il presidente dell'Enpam – sono inoltre danneggiati dallo scarso investimento di risorse pubbliche nella loro attività e dall’eccessiva regolamentazione che schiaccia la loro autonomia professionale e capacità di iniziativa privata”

 

10 Settembre 2012

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