Medici d’emergenza: la metà in burnout

Medici d’emergenza: la metà in burnout

Medici d’emergenza: la metà in burnout
Troppo stress per i medici attivi nei servizi di emergenza. Secondo uno studio francese più del 50 per cento soffre della sindrome da burn out e uno su cinque prende in considerazione l’idea di cambiare lavoro.

Oltre la metà dei medici attivi nei servizi di emergenza soffre di sindrome da burnout.
È questo il risultato di un’indagine pubblicata sull’Emergency Medicine Journal.
Lo studio, realizzato tramite questionari on-line composti da più di 250 quesiti, è stato rivolto a un campione di 3000 medici francesi rappresentativo delle diverse specialità mediche.
I risultati non lasciano adito a dubbi: sono i medici d’emergenza quelli maggiormente sottoposti a stress: il 51 per cento di essi dà risposte compatibili con la sindrome da burnout contro il 40 per cento del resto del campione.
Se si vanno ad analizzare le cause emerge che i fattori scatenanti la sindrome, più che lo stress connesso alla difficile gestione del paziente, sono una difficile integrazione tra vita privata e professionale e un lavoro di squadra spesso conflittuale. Dall’analisi dei dati è inoltre emerso che i medici d’emergenza tendono ad avere una vita sociale meno attiva e a perseguire comportamenti meno salutari: hanno una dieta pessima, saltando molto spesso i pasti e fumano più frequentemente dei colleghi.
Viste queste condizioni, non stupisce se il 21 per cento di essi sta prendendo in considerazione l’idea di lasciare il lavoro.
Lo studio, finanziato dalla Comunità Europea, non nasce per caso: “In tutta Europa – scrivono gli autori – le istituzioni sanitarie si scontrano con difficoltà nel reclutare e formare medici altamente specializzati e con un’adeguata specializzazione. Il malcontento è stato considerato un importante fattore scatenante l’intenzione di lasciare il lavoro e il ritiro precoce”.
In sostanza, concludono gli autori, “per prevenire l’abbandono prematuro dei medici francesi è importante migliorare l’equilibrio tra vita familiare e lavoro, fare in modo di rendere il lavoro collaborativo all’interno dell’equipe e sviluppare modalità di training al lavoro di squadra. Infine, organizzare i reparti in maniera funzionale all’integrazione tra le diverse discipline”.  

06 Dicembre 2010

© Riproduzione riservata

Esclusività dei medici. Anaao a Forza Italia: “Prima il confronto, poi gli emendamenti”
Esclusività dei medici. Anaao a Forza Italia: “Prima il confronto, poi gli emendamenti”

Sull'emendamento in materia di esclusività del rapporto di lavoro dei medici ospedalieri, l'Anaao Assomed replica a Forza Italia e critica il metodo con cui è stata presentata la proposta. "Prendiamo...

Ferie non godute: quando spetta la monetizzazione? Rivedi il webinar 
Ferie non godute: quando spetta la monetizzazione? Rivedi il webinar 

Le ferie costituiscono un diritto fondamentale del lavoratore, essenziale per garantire il recupero delle energie psicofisiche. Nel settore sanitario, tuttavia, turni prolungati, carenze di personale ed esigenze organizzative possono rendere...

Esclusività medici. Magi (Sumai Assoprof): “Bene proposta di Forza Italia di eliminare l’incompatibilità”
Esclusività medici. Magi (Sumai Assoprof): “Bene proposta di Forza Italia di eliminare l’incompatibilità”

“Il dibattito che si è aperto sul superamento del regime di incompatibilità non può essere eluso, anzi. Occorre entrare nel merito delle proposte e partire da un dato incontestabile: oggi...

Competenze dei Biologi. Fno Tsrm e Pstrp: “Rischio per la sicurezza dei cittadini e la qualità delle cure”
Competenze dei Biologi. Fno Tsrm e Pstrp: “Rischio per la sicurezza dei cittadini e la qualità delle cure”

La Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Fno Tsrm e Pstrp) interviene sul testo di riforma del decreto del Presidente della Repubblica (DPR)...