Medici di famiglia. Le Regioni provano ad elaborare la riforma

Medici di famiglia. Le Regioni provano ad elaborare la riforma

Medici di famiglia. Le Regioni provano ad elaborare la riforma
La decisione di sedersi al tavolo e lavorare ad una riforma condivisa è stata presa oggi dai presidenti riuniti in Conferenza. Ma le posizioni sono distanti e fare una sintesi non sarà facile.

Un testo della riforma dei medici di famiglia ancora non c’è ma perlomeno le Regioni dopo mesi di tira e molla hanno deciso di elaborare tutte insieme un testo condiviso da recapitare al Ministro della Salute, Orazio Schillaci. La decisione di sedersi al tavolo e lavorare ad una riforma condivisa è stata presa oggi dai presidenti riuniti in Conferenza. Ma le posizioni sono distanti. L’idea è quella di partire sia dal documento del 2021 che prevedeva il mantenimento della convenzione ma con un impegno orario fissato a 38 ore settimanali di cui 20 ore da svolgere negli studi e 18 ore in attività sanitarie promosse dal distretto di cui almeno 6 nelle Case della Comunità, sia dall’ultimo documento elaborato da alcune regioni che puntava sull’introduzione della dipendenza, obbligatoria per i giovani e facoltativa per i mmg in servizio.

Certamente due visioni differenti su cui sarà complicato trovare la quadra. A guidare il fronte per la dipendenza c’è il Lazio guidato dal governatore in quota FdI Francesco Rocca e anche i governatori della Lega sarebbero favorevoli. Ma Forza Italia è invece contraria alla dipendenza e qualche mese fa ha presentato una proposta di legge in Parlamento che ricalca da vicino quanto avevano elaborato le Regioni e il Ministero nel 2021 (vedi sopra). Ci sono poi le Regioni di centrosinistra che non sono convinte. Da un lato Campania, Puglia e Toscana andranno alle urne a breve e quindi è poca la voglia di intervenire in prima persona sulla questione e poi c’è l’Emilia-Romagna che parrebbe essere soddisfatta del suo modello dove vi è una piena adesione dei mmg alle Case della Comunità. Inoltre, dal centrosinistra è forte la voce di chi chiede che sia il Governo a presentare una proposta da discutere. Insomma, come al solito un risiko il cui finale di partita ancora non s’intravede. E intanto la scadenza del Pnrr si avvicina e quelle poche Case della Comunità realizzate fino ad oggi rischiano di restare sempre più vuote a prescindere da dipendenza o convenzione.

L.F.

L.F.

07 Maggio 2025

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