Medici di famiglia nelle Case della comunità. Previsto un compenso di circa 40 euro l’ora

Medici di famiglia nelle Case della comunità. Previsto un compenso di circa 40 euro l’ora

Medici di famiglia nelle Case della comunità. Previsto un compenso di circa 40 euro l’ora

Il nuovo atto d’indirizzo per l’accordo sulla presenza dei medici di medicina generale nelle Case della comunità fisserebbe il valore dell’attività oraria: 38 euro l’ora, cui si aggiungono gli oneri. Le risorse (impatto stimato di 110-120 mln annui) dovranno essere reperite a legislazione vigente, utilizzando gli stanziamenti già previsti.

Trentotto euro l’ora, più oneri, circa 40 euro. È questo il valore economico previsto dal nuovo atto d’indirizzo approvato ieri dal Comitato di Settore Regioni-Sanità per remunerare la presenza dei medici di famiglia nelle Case della comunità.

Il documento punta a disciplinare l’attività oraria dei medici del ruolo unico di assistenza primaria all’interno delle strutture territoriali. Un passaggio considerato decisivo per rendere effettivamente operative le circa 1000 Case della comunità Hub, evitando che restino contenitori privi di una reale presenza medica.

L’atto di indirizzo prevede l’obbligo per i medici di medicina generale di svolgere nelle Case della Comunità fino a un massimo di 6 ore settimanali, per 48 settimane annue (il costo dovrebbe aggirarsi sui 110-120 mln annui). Questo intervento si somma in via residuale all’obbligo per i medici già a rapporto orario di coprire i turni notturni, festivi e del sabato, se richiesto dall’Azienda sanitaria.

Saranno infatti le singole Aziende sanitarie a determinare il proprio fabbisogno e a distribuirlo in modo equo tra i medici, garantendo comunque una presenza minima di almeno un medico in ogni casa di comunità .

Il capitolo coperture resta vincolato alle risorse già disponibili. L’intervento dovrà infatti muoversi a legislazione vigente, facendo leva sugli stanziamenti esistenti: circa 1 miliardo di euro previsto dalla legge di Bilancio n.234 del 2021 a valere sul Fondo sanitario in deroga al tetto di spesa sul personale. Inoltre potrebbero essere usati anche altri 350 milioni (236 mln solo per le Case di Comunità) vincolati dalla legge di Bilancio n.213 del 2023 proprio per il personale delle strutture territoriali finanziate dal Pnrr. Non sono quindi indicate nuove risorse aggiuntive, ma l’utilizzo dei fondi già previsti per il rafforzamento dell’assistenza territoriale.

Ora la Sisac e sindacati dovranno tradurre queste indicazioni in un Accordo operativo nella riunione fissata lunedì 22 giugno: modalità di presenza, organizzazione dei turni, raccordo con gli studi dei medici di famiglia, integrazione con infermieri, specialisti e distretti. Ma il punto politico ed economico è già fissato: la presenza dei medici di famiglia nelle Case della comunità sarà remunerata a 38 euro l’ora più oneri. Una sconfitta per Ministero e Regioni che invece puntavano sul debito orario e non su prestazioni aggiuntive e remunerate.

Resta in ogni caso da capire se questa impostazione sarà sufficiente a chiudere il confronto con i sindacati della medicina generale, da tempo impegnati a chiedere chiarezza su carichi di lavoro, organizzazione, tutele e sostenibilità del nuovo modello territoriale. Il tutto da sigillare entro il 30 giugno per rispettare la scadenza del Pnrr.

L.F.

18 Giugno 2026

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