Medici stranieri. Fnomceo a Schillaci e Fedriga: “Riconoscimento titoli sia sostanziale anche da parte Regioni”

Medici stranieri. Fnomceo a Schillaci e Fedriga: “Riconoscimento titoli sia sostanziale anche da parte Regioni”

Medici stranieri. Fnomceo a Schillaci e Fedriga: “Riconoscimento titoli sia sostanziale anche da parte Regioni”
La Federazione invita a velocizzare l’approvazione dell’intesa in Conferenza Stato-Regioni che andrà a disciplinare la materia: “Bisogna assicurarsi che il quadro normativo che ne deriverà tenga conto anche degli spunti forniti dalle pronunce giurisprudenziali”.

L’esercizio della Professione da parte di medici che abbiano conseguito i titoli all’estero non può “prescindere dalle verifiche attitudinali, di competenza e di capacità sostanziali prescritte dal legislatore nazionale e che risultano irrinunciabili in vista della tutela del valore fondamentale della salute di cui all’articolo 32 della Costituzione”.

A sancirlo, i giudici del Tar Lombardia che, con due sentenze gemelle, hanno accolto i ricorsi della FNOMCeO, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli Odontoiatri, e dell’Ordine dei Medici di Milano che hanno subito espresso la loro soddisfazione – e hanno annullato la delibera con cui, dieci mesi fa, la Regione aveva introdotto una procedura molto semplificata per l’autorizzazione all’esercizio temporaneo in Italia, con titoli conseguiti all’estero, di una serie di specializzazioni mediche. Decisione che, secondo i giudici, avrebbe di fatto esposto la comunità all’esercizio dell’arte medica da parte di soggetti all’esercizio dell’arte medica da parte di soggetti “potenzialmente non qualificati”.

Ora, forte di quella sentenza, il Presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli, ha preso carta e penna e ha scritto due lettere indirizzate al Ministro della Salute Orazio Schillaci e al Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome Massimiliano Fedriga. Obiettivo: velocizzare l’approvazione dell’intesa in Conferenza Stato-Regioni che andrà a disciplinare la materia. E assicurarsi che il quadro normativo che ne deriverà tenga conto anche degli spunti forniti dalla pronuncia giurisprudenziale.

In particolare, secondo Anelli, ai fini della tutela della salute pubblica, “appare opportuno integrare i provvedimenti normativi in preparazione con la previsione del riconosciuto e necessario espletamento delle attività di accertamento” previste dalla legislazione nazionale. Normativa che “detta non solo regole procedimentali, ma anche una disciplina finalizzata a garantire la competenza tecnica di coloro che intendono esercitare una Professione sanitaria detta non solo regole procedimentali, ma anche una disciplina finalizzata a garantire la competenza tecnica di coloro che intendono esercitare una Professione sanitaria sulla base di una qualifica conseguita all’estero”.

“Inoltre, una volta ottenuto il riconoscimento – precisa Anelli – l’esercente potrà e dovrà richiedere l’iscrizione all’albo dell’Ordine professionale territoriale di riferimento, come previsto dal Decreto legislativo del Capo Provvisorio dello Stato n. 233/1946”.

La FNOMCeO ribadisce la sua totale disponibilità a collaborare e auspica un rapido esame delle proposte in fase di approvazione, “anche al fine di fornire una sollecita risposta ai rilievi sollevati dal Giudice con la sentenza citata che evidenzia la carenza attuale di riconoscimento sostanziale dei titoli dei professionisti sanitari provenienti da Paesi extracomunitari, oggi operanti in Italia”.

“Il TAR Lombardia accoglie le nostre perplessità – spiega Anelli – e dice che gli italiani hanno diritto ad avere un medico che abbia gli stessi livelli di preparazione di quelli italiani, anche se viene dall’estero. Censura le regioni, dicendo che debbono fare una verifica sostanziale, cioè una verifica concreta sul livello di preparazione che questi professionisti hanno. Rinvia quindi l’atto, la delibera della giunta regionale lombarda a una nuova edizione che consenta di mettere in campo questi strumenti di verifica che oggi sono del Ministero della Salute e che la legge, per accelerare le procedure, aveva demandato alle regioni. Siamo consapevoli che questa decisione naturalmente non potrà che portare un beneficio per la tutela della salute degli italiani. Siamo contenti che i giudici lo abbiano rilevato e lo abbiano imposto alle regioni. Ora ci aspettiamo ovviamente che si metta in piedi un sistema di riconoscimento dei titoli e delle competenze dei professionisti idoneo per assistere efficacemente i nostri cittadini”.

19 Settembre 2025

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