Medicina generale. Fimmg incontra Speranza: “Manovra e Patto sono le basi per chiudere la nuova convenzione”

Medicina generale. Fimmg incontra Speranza: “Manovra e Patto sono le basi per chiudere la nuova convenzione”

Medicina generale. Fimmg incontra Speranza: “Manovra e Patto sono le basi per chiudere la nuova convenzione”
Riunione oggi tra i vertici del sindacato dei medici di famiglia e il Ministro della Salute. “Diamo atto al ministro Speranza di aver tenuto fede a quanto promesso in occasione dell’ultimo congresso nazionale e al tempo stesso gli chiediamo di tenere dritta la barra, per una medicina di famiglia che sempre più sia il perno di un’assistenza domiciliare e di prossimità”.

“Diamo atto al ministro Speranza di aver tenuto fede a quanto promesso in occasione dell’ultimo congresso nazionale e al tempo stesso gli chiediamo di tenere dritta la barra, per una medicina di famiglia che sempre più sia il perno di un’assistenza domiciliare e di prossimità. I problemi da affrontare sono ancora molti, ma siamo certi che con l’impegno di tutte le parti si potrà costruire qualcosa di molto valido per la salute cittadini”. Silvestro Scotti, segretario generale FIMMG, commenta così l’incontro avvenuto oggi a Roma con il ministro Roberto Speranza. Incontro d’auguri per le festività che non poteva certo non essere occasione per tirare le somme di quanto fatto sino ad ora e guardare al prossimo futuro. E così è stato. In un clima di grande rispetto dei ruoli e di collaborazione, il segretario Scotti ha affrontato assieme al ministro Speranza il tema delle dotazioni strumentali diagnostiche, che sono passate attraverso il maxi emendamento / Legge di Bilancio (Articolo 55) con un finanziamento da 236 milioni.
 
“Si sta già lavorando sul decreto attuativo – dice Scotti – e sugli indirizzi delle intese specifiche tra Ministero e Regioni per gli accordi integrativi regionali che valorizzino l’omogeneità di questa offerta per tutti i cittadini. Sarà questo l’unico modo per realizzare risposte omogenee e sistemi che impediscano l’aumento delle diseguaglianze tra le varie parti del Paese e che possano valorizzare, nel pieno rispetto dei ruoli di ciascuno, una capacità di sintesi tra l’azione di indirizzo e verifica del Ministero della Salute, la capacità organizzativa e di esecutività delle Regioni e la coerenza contrattuale con il progetto sostenuta da FIMMG anche sui livelli periferici. Solo così si creerà un’offerta di salute uguale in tutte le regioni del Paese e per tutti i cittadini che, se sono tutti uguali davanti alla legge, devono essere uguali davanti al loro medico di famiglia”.
 
Oggi è anche stata la giornata della firma relativa al Patto per la Salute, un patto che individua proprio nel territorio una delle risposte fondamentali per la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. “Si sbloccano i finanziamenti previsti – sottolinea Scotti – consentendo l’immissione nel sistema di risorse che possano rilanciare il Servizio Sanitario anche sotto il profilo della percezione dei cittadini. Una percezione corretta dell’offerta sanitaria è importante quasi quanto l’offerta stessa. Anche su quello – ribadisce il segretario generale – FIMMG farà la propria parte, soprattutto in ordine agli investimenti in quella tecnologia che di fatto amplifica le capacità del territorio”.
 
La speranza, che è anche un’esortazione, è quella che a tutto il lavoro messo in campo possa corrispondere una velocizzazione dell’Accordo Collettivo Nazionale ancora in discussione. “Abbiamo anche chiesto al ministro Speranza – conclude Scotti – di intervenire con decisione in sede di Governo per garantire la procedibilità dell’Accordo Collettivo Nazionale firmato a settembre, che tuttavia è ancora bloccato al Ministero dell’Economia e delle Finanze”.
 
Un incontro proficuo, insomma, al quale si aggiunge l’esortazione del segretario generale indirizzata alla categoria dei Medici di Medicina Generale: “Serve ora un grande impegno anche in termini di entusiasmo, contiamo sui giovani ma non solo, anche sulla vecchia guardia, che ha il dovere se crede in quello che ha fatto in tutti questi anni, di far trovare ai primi una Medicina Generale sempre più capace e autorevole nel farsi carico dei pazienti. Puntando quanto più è possibile sui modelli innovativi ma solidi della fiduciarietà per la gestione delle sfide della domiciliarità e della prossimità”.

18 Dicembre 2019

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